Ploaghe conta 4.816 abitanti e ha una superficie di 96,1 chilometri quadrati per una densità abitativa di 49,9 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 425 metri sopra il livello del mare ai piedi di un vulcano spento (il Monte San Matteo).
Fu sede vescovile dal 1090 al 1503, capoluogo di una curatoria in età giudicale e poi centro di potere baronale. L’abitato conserva, raccolti in poco spazio, i segni di un passato di grande decoro: su un’ampia piazza al centro del paese si affacciano la bella chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo, l’Oratorio del Rosario che ospita la Pinacoteca (donata al paese dal canonico Giovanni Spano), l’Oratorio di Santa Croce, la casa parrocchiale e il palazzo municipale, che fu sede del Monte Granatico. Un particolare ringraziamento, la comunità ploaghese lo deve a Monsignor Gavino Spanedda che, con la pubblicazione del libro Chiese e Istituzioni di Ploaghe, ha dato un contributo utile a risvegliare la memoria storica del paese. E’ stato il primo, dopo una serie di ricerche negli Archivi di Stato, del Comune e della Curia arcivescovile, a raccogliere una serie di scritti che si possono leggere indipendentemente l’uno dall’altro, (tra cui la ricostruzione dell’antica Toponomastica urbana che abbraccia il periodo che va dal XVII al XX secolo), ma che nell’insieme offrono un quadro dettagliato della vita religiosa e civile di Ploaghe tra Seicento e Novecento. Nel territorio di Ploaghe sono numerose le testimonianze della presenza dell’uomo fin dall’età del rame. Nel 1920 vi furono rilevati 57 nuraghi (4). Uno d’essi, il Nuraghe Attentu, fu oggetto di scavi, nell’Ottocento, da parte del canonico Giovanni Spano. Ploaghe ha in comune con Sassari e Nulvi la tradizione della Processione dei Candelieri.

Del grande patrimonio conservato a Ploaghe, il territorio in quanto tale resta il bene comune più importante: le muraglie di origine vulcanica e quelle megalitiche ereditate dalla civiltà nuragica, la fitta rete di muretti a secco, spesso inglobanti nuraghi o circoli neolitici, fino alle più recenti pinnette, coili e fattorie in muratura, che contribuiscono a creare un’unicità paesaggistica, dove la pietra è l’elemento centrale e il punto comune di identità tra i popoli che nel territorio si sono succeduti.

Cinquemila anni di civiltà agro-pastorale hanno lasciato un segno profondo a Ploaghe, al punto che il territorio non ha subito stravolgimenti eccessivi da un punto di vista paesaggistico.
Per quanto riguarda il patrimonio storico-archeologico, Ploaghe conta circa 76 insediamenti nuragici, dislocati quasi tutti su altipiani che sono dei veri villaggi Nuragici dove sono presenti anche due Tombe dei giganti. Ploaghe è ricco di luoghi adatti per le gite e le escursioni.

Sito ufficiale del Comune di Ploaghe

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Benvenuti!
È con immenso piacere che ospitiamo, per il secondo anno consecutivo, la manifestazione Monumenti Aperti. Un importante appuntamento in grado di dare al nostro paese quella rilevanza e quella visibilità che merita. Dalla Pinacoteca Spano al trittico di chiese presenti in Piazza San Pietro, dall’Ex Convento di S. Antonio alla Chiesa di San Michele sono davvero tanti i monumenti – di cui Ploaghe è ricco – che meritano di essere visitati e apprezzati. Altrettanto importante è, però, il patrimonio culturale e identitario che la nostra comunità è in grado di mostrare a turisti e semplici visitatori. Emblema di questa ricchezza immateriale – dal valore inestimabile – sono i nostri candelieri, un’antichissima tradizione rappresentata dall’offerta dei ceri alla Vergine Assunta che vede, nel giorno del Corpus Domini, la prima delle quattro uscite. È per questo motivo che quest’anno abbiamo scelto di ospitare questa manifestazione nell’ultimo fine settimana di maggio in modo da offrire, a chiunque voglia visitare Ploaghe, non solo la bellezza dei principali siti monumentali e archeologici, ma anche il connubio fra questi ultimi e la presenza suggestiva dei riti legati alla prima uscita dei candelieri donando – alla giornata di domenica – uno scenario unico. Rispetto alla precedente edizione abbiamo inoltre pensato di ampliare l’offerta dei luoghi da visitare introducendo alcuni siti archeologici di sicuro interesse come la Fonte Nuragica presente in località “Frades Mareos” e la Tomba dei Giganti di “Fiorosu”. La presenza e la partecipazione degli studenti della scuola rappresenta infine quel tassello conclusivo in grado di donare, a giornate come queste, un sapore speciale. A loro ed ai loro insegnanti vanno i nostri ringraziamenti più sentiti perché, come spesso accade, ancora una volta – al termine delle giornate – i bambini ci avranno insegnato tanto.

Carlo Sotgiu Sindaco di Ploaghe  

Informazioni Utili

I monumenti saranno visitabili gratuitamente, il pomeriggio di sabato dalle ore 16.00 alle ore 20.00 e la domenica dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 18.00.

  • Per la visita ai siti si consigliano abbigliamento e scarpe comode.
  • Le visite alle chiese saranno sospese durante le funzioni religiose.
  • È facoltà dei responsabili della manifestazione limitare o sospendere in qualsiasi momento, per l’incolumità dei visitatori o dei beni, le visite ai monumenti.
  • In alcuni siti la visita potrà essere parziale per ragioni organizzative o di afflusso.

e-mail:
sindaco@comune.ploaghe.ss.it
f.salariu@comune.ploaghe.ss.it
g.salis@comune.ploaghe.ss.it

  • Comune di Ploaghe
  • Istituto Comprensivo S. Satta – A. Fais
  • Pro Loco Ploaghe
  • Parrocchia San Pietro Apostolo
  • Le associazioni locali

Si ringraziano:
il dirigente scolastico, i docenti e gli studenti ploaghesi dell’Istituto Comprensivo S.Satta A.Fais per la collaborazione; il parroco Don Tonino per la concessione e disponibilità degli spazi ecclesiastici; la dott.ssa Rosa Anna Cadau per i testi gentilmente resi disponibili dal suo sito http://domusmaiore.altervista.org; la dott.ssa Lillina Fiori per le immagini tratte dalla sua tesi di laurea “Le antichità di Ploaghe nelle opere di Giovanni Spano ed oggi” (A.A. 1965- 1966); Carlo Delfino Editore per la mostra “Guido Colucci e l’abbigliamento tradizionale della Sardegna, l’arte che ispira l’arte”; Mario Muggiolu, Piero Putzu, Giovanni Salis e Nico Salis per le foto; i concittadini che hanno donato e messo a disposizione gli strumenti e oggetti per la mostra etnografica e i terreni per l’accesso ai siti archeologici.
le guide turistiche Francesca Masala e Maria Gavina Diana e l’insegnante Caterina Ceseracciu.

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