Sardara con i suoi 4.341  abitanti sorge al centro della pianura del Campidano. Se si tiene conto di una suddivisione trasversale, Sardara fa parte del Campidano medio, incernierato sull’asse San Gavino Monreale-Sanluri, o, secondo una ripartizione longitudinale, del Campidano orientale, morfologicamente definito dai colli vulcanici di Nuràminis-Serrenti, di Sanluri e di Sardara e conclusi a nord dal monte Arci. Il Campidano, incluso tra i golfi di Cagliari e Oristano, è la più vasta pianura della Sardegna. Con gli oltre 100 km di lunghezza e 20 in media di larghezza, questa distesa di terra, favorevole come poche altre nell’isola, per i suoi suoli sciolti e profondi ha da sempre concentrato in sé il massimo delle possibilità agricole, in particolare per le colture cerealicole, meno esigenti e condotte in alternanza col riposo. Ma la non sempre buona disponibilità idrica costituisce un limite. Gli apporti d’acqua permangono insufficienti nonostante la presenza del rio Mannu, del Fluminimannu e altri rivoletti il cui approvvigionamento è affidato solo alle precipitazioni che cadono in modo irregolare, procedono dal suolo verso il mare molto rapidamente e, a causa degli alti livelli della temperatura propri della Sardegna, trapassano velocemente dal terreno all’aria. I centri abitati si dispongono al centro dei territori di loro pertinenza: si tratta sempre di paesi contraddistinti da un’economia marcatamente agricola nei quali l’insediamento umano rispecchia le condizioni dell’ambiente fisico. Un altro aspetto caratterizzante è costituito dalla precarietà del quadro abitativo passato, dove frequentissimi appaiono gli abbandoni e la scomparsa di interi agglomerati, situazione determinata dall’essere stata per lungo tempo questa regione, corridoio di penetrazione fra Cagliari e Oristano e area di sfruttamento da parte dei conquistatori dell’isola.

Il suo territorio è stato abitato sin da tempi antichi, lo dimostra la presenza del tempio di Sant’Anastasia, databile al IX secolo a.C. Le sorgenti di acque termali e l’equidistanza tra Cagliari ed Oristano ne hanno favorito lo sviluppo.

Interessanti dal punto di vista geologico le discariche di due miniere situate in una zona poco distante dal centro abitato.

Il sito ufficiale del comune di Sardara

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Situato a metà strada fra Cagliari ed Oristano, lungo la SS 131, il borgo di Sardara è conosciuto e frequentato sin dai tempi remoti per le qualità benefiche e rigeneranti delle sue acque termali bicarbonato‐alcaline, che la rendono unica in tutta la Sardegna. A questo si unisce il piccolo e grazioso centro storico costruito sopra un insediamento nuragico con annesso tempio a pozzo, i viottoli acciottolati, le tradizionali case campidanesi a corte e l’attenta cura per ogni singolo dettaglio, con i fiori che adornano le finestre, gli antichi portoni con le incisioni dei simboli d’appartenenza, le ricercatissime ceramiche che riproducono manufatti nuragici.
Per l’edizione 2016 di Monumenti Aperti, il paese delle Terme apre i suoi «scrigni» a visitatori, turisti e appassionati. Percorrendo le vie del borgo sarà possibile ammirare la parrocchiale della B.V. Assunta, con le sue statue e l’organo a canne del XVIII secolo, la chiesa di San Gregorio Magno, di fabbrica romanico‐gotica con la caratteristica bifora che si apre sull’abside e la statua lignea del santo realizzata con la tecnica dell’estofado de oro e il Civico Museo Archeologico «Villa Abbas».
Nelle diverse sezioni del museo, allestito in un edificio di notevole interesse storico, si potranno ammirare i più importanti reperti emersi durante gli scavi nell’area archeologica di Sant’Anastasia e nel mastio del Castello di Monreale.
Disponibili oltre 350 posti letto suddivisi in alberghi (di cui 2 termali), agriturismo, B&B e un’area sosta attrezzata per i camper.
Purificatoria e rigeneratrice, Sardara raccoglie in sé tutta la forza degli elementi naturali, in particolare l’acqua, fondendola con le straordinarie opere artistiche ed artigianali della sua gente. Benvenuti a Sardara

Peppe Garau – sindaco
Roberto Ibba – consigliere delegato ai beni culturali
Paulu Pisu – consigliere delegato alla tutela della lingua sarda.

Informazioni Utili

I monumenti saranno visitabili gratuitamente, il pomeriggio di sabato dalle ore 16.00 alle ore 20.00 e la domenica dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 16.00 alle ore 20.00.

Per la visita ai siti si consigliano abbigliamento e scarpe comode.

Le visite alle chiese verranno sospese durante le funzioni religiose.

È facoltà dei responsabili della manifestazione limitare o sospendere in qualsiasi momento, per l’incolumità dei visitatori o dei beni, le visite ai monumenti.

In alcuni siti la visita potrà essere parziale per ragioni organizzative o di afflusso.

Comune di Sardara

Coop. Villa Abbas

Istituto Comprensivo Statale San Gavino Monreale-Sardara

Si ringrazia il parroco Don Stefano per la disponibilità.

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