Qualche cenno sull'argomento:

 

Il castello di Sanluri, unico sopravvissuto degli 88 costruiti in Sardegna, tra il periodo giudicale e medioevale, forse ancora oggi conserva  in parte la stessa struttura originale. Ha una forma quadrata con lati lunghi 27 metri, alti 10, e spessi metri 1,80. I lavori iniziarono il 15 agosto 1365, e furono affidati a 20 castellani (operai specializzati) arrivati dalla Catalogna mentre la manodopera era locale. Nel settembre del 1365 il governatore in persona, si recò a Sanluri, per sorvegliare e sollecitare i lavori della costruzione del “Burgum”, in quanto, da un momento all’altro si aspettava l’attacco di Mariano d’Arborea. Con la soppressione del sistema feudale (1836 –1843) da parte del re Carlo Alberto ebbe inizio per il castello un periodo di crescente abbandono. Il castello di Sanluri divenne carcere, fu curia del paese e caserma, fino a quando il generale Nino Villasanta, pluridecorato al valore, nuovo proprietario del castello, ne volle fare, su richiesta del Duca d’Aosta, la sede del museo Risorgimentale inaugurato nel 1927. Il trasferimento dei cimeli avvenne solo dopo i necessari restauri del Castello durati oltre tre anni. Ai cimeli della Grande Guerra del 1915-18, hanno fatto seguito altri, relativi alle precedenti guerre d’Indipendenza. I cimeli più importanti sono: La Bandiera italiana della Vittoria, che venne issata sulla torre di S. Giusto a Trieste il 3 novembre 1918, il Bollettino della Vittoria sottoscritto dal Gen. Armando Diaz e l’Uniforme di guerra ed il tavolo da lavoro del Duca d’Aosta.