Qualche cenno sull'argomento:

Edificata in stile romanico dai Vittorini nei primi decenni del XII secolo sopra le rovine di una chiesa bizantina dedicata a Giuliano martire d’Antiochia. Fu intitolata dagli stessi monaci a San Giuliano Ospitaliere, patrono dei viandanti. Presenta una struttura semplice e irregolare dovuta all’utilizzo di abbondante materiale di spoglio di età tardo-romana. La facciata è preceduta da un nartece di età spagnola. La lunetta del portale è decorata con due protomi raffiguranti una testa di bue e una d’ariete. Nei prospetti laterali sono le serie di archetti pensili tutti diversi fra loro, poggianti su mensoline scolpite perlopiù con figure animalesche. Nel prospetto destro risalta una “figurina dell’osceno”. All’interno le capriate di ginepro intagliato sorreggono il tetto incannucciato del XIV secolo, testimoni del diffuso gusto sardogotico- catalano. Le pareti sono parzialmente decorate con scene della vita del Santo (il santo cacciatore Giuliano che ferisce una cerva, la quale ormai morente profetizza al cavaliere che ucciderà i genitori). Di grande interesse anche un bassorilievo cristologico che raffigura un pellicano nell’atto di nutrire i pulcini col sangue sgorgante dal suo petto. Alcuni scavi archeologici hanno restituito materiali assai rari, come un quadrangola del pellegrinaggio romeo. Dopo il restauro del 1985-1986 è stato restituito alla Confraternita della Vergine del Rosario, che la custodisce e predispone gli annuali festeggiamenti in onore del santo titolare, della Purificazione e della stessa Vergine del Rosario. Nel corso del “Matrimonio selargino” vi si celebra il rito de “Sa Promissa”. La chiesa custodisce alcuni tesori d’arte quali un Crocifisso del ‘500, le insegne d’argento della confraternita (1778) e una pila marmorea (1664).