Qualche cenno sull'argomento:

Nella stessa piazza, posta quasi di fronte al Duomo, fu eretta nel Settecento la chiesa di San Michele. Anticamente era intitolata a San Gavino, poiché in essa ebbe sede la confraternita dei Bainzini (Bainzu è il nome di Gavino in dialetto logudorese), istituita nel 1616 in seguito al ritrovamento dei corpi dei martiri Gavino, Proto e Gianuario durante gli scavi del 1614 nella Basilica di San Gavino in Porto Torres voluti dall’arcivescovo Manca Cedrelles. All’interno lo stemma austriaco con aquila bicipite ed il motto «quis ut Deus», situato nel lato destro della navata, attesta che la chiesa attuale è stata costruita tra il 1708 e il 1717. La chiesa è ad un’unica navata coperta con volta a botte con abside semicircolare. Ai lati vi sono due cappelle. Il retablo ligneo, che prima del 1950 era nell’altare maggiore, è collocato nella prima cappella a sinistra ed è composto da quattro nicchie: San Michele (in alto) mentre affronta Satana; in basso, San Gavino (al centro), San Gianuario (a sinistra) e San Proto (a destra). Da questa cappella si accede alla cripta che si estende a corridoio per tutta la lunghezza della chiesa. La sua costruzione risale al 1600 ed imita chiaramente la cripta coeva esistente nella Basilica di San Gavino a Porto Torres dove sono custodite le reliquie dei martiri turritani. Ospita la quadreria e la sezione cosiddetta archeologica e della pietà popolare del Museo Diocesano di Sassari.