Qualche cenno sull'argomento:

La chiesa romanica venne costruita a metà del XII secolo, forse per volere del vescovo di Cagliari; andata distrutta per motivi sconosciuti, fu riedificata nel 1280-1300 sulle fondazioni e parte dei muri perimetrali del vecchio edificio, utilizzando anche materiale di spoglio. Le prime notizie sulla chiesa risalgono al 1291, quando il papa concesse l’indulgenza di 1 anno e 40 giorni ai fedeli che l’avessero visitata in occasione della festività di S. M. Vergine e di Sant’Agata. Col tempo cadde in progressivo abbandono, come risulta dalla relazione della visita pastorale effettuata nel 1599 dal vescovo di Cagliari. Nel 1631 l’edificio religioso e tutta la proprietà annessa furono ceduti ai Padri Cappuccini, i quali costruirono il convento addossandolo alla chiesa, che intitolarono a San Francesco. Nella seconda metà dell’Ottocento, in seguito ad alcuni interventi legislativi, i beni dei frati furono incamerati dallo Stato e quindi ceduti al Comune, che nel 1888 concesse l’area dell’orto alla Società delle tranvie. Intorno al 1900 l’intera struttura fu destinata ad usi civili, ma già nel 1925 il sacerdote quartese mons. Virgilio Angioni ottenne l’autorizzazione a realizzare nel vecchio convento un ricovero per vecchi abbandonati, assistiti dalle suore del Buon Pastore, che utilizzarono la chiesa come cappella. Nel 1985 l’istituto religioso ha lasciato il convento e la chiesa, ripresa l’intitolazione a Sant’Agata, è stata affiliata alla parrocchia di Sant’Elena. Gli ultimi lavori di restauro, iniziati nel 1990, sono terminati nel 1997. La chiesa ha una modesta facciata a capanna, realizzata come le cappelle ad opera dei monaci che le diedero così l’attuale aspetto alla “cappuccina”. Dell’edificio gotico, realizzato da maestranze locali, restano i prospetti laterali – visibili solo nelle parti superiori e coronati da archetti pensili – e quello posteriore. L’interno, a una sola navata, ha la volta a botte; segue un ampio presbiterio, dietro il quale si trova il coro e l’abside con la volta a crociera. Dal lato sinistro si accede al convento, mentre sulla destra si sviluppano la sacrestia, il coretto e tre cappelle, che furono costruite verosimilmente in tempi diversi a spese di altrettante famiglie di benefattori quartesi. La chiesa conserva solo pochi dei suoi antichi arredi, fra cui una pregevole pala del ‘600, attribuita al pittore genovese Orazio de Ferrari, inserita nell’altare ligneo dello stesso periodo.