Qualche cenno sull'argomento:

Capoterra, con Cagliari, è l’unico centro sardo che possieda due chiese dedicate a Sant’Efisio. La prima è la parrocchiale del centro storico. La seconda è una cappella stazionale, eretta a Su Loi sul ciglio della strada Sulcitana. Segna il punto in cui, ogni 1 maggio, fa sosta la processione di Sant’Efisio, lungo il suo tradizionale tragitto da Cagliari a Nora. Di pianta rettangolare, fu costruita ai primi del Novecento come dipendenza della vicina casa padronale di un’azienda agricola. I muri in ciottolame granitico di media pezzatura, cementati con calce, sono rinforzati sui lati lunghi da pilastri in cemento. Il tetto a doppio spiovente è sorretto da travature lignee e coperto con tegole marsigliesi. Sulla facciata liscia e disadorna, che innalza un campaniletto a vela, sotto la protezione di un piccolo porticato si apre l’ingresso con arco a tutto sesto. L’unica altra fonte di luce dell’edificio è una finestra ad arco ribassato, sulla parete di fondo. Il presbiterio è segnato dal semplice rialzo di appena un gradino del pavimento, rivestito con mattonelle cementine quadrate bianche e rosse disposte a scacchiera. Una porticina, sulla parete sinistra, comunica con il corpo aggiunto della sacrestia. In origine di utilizzo soltanto sporadico, a seguito della fondazione a Frutti d’Oro della parrocchia B.V.M. Madre della Chiesa, il 25 dicembre 1977, la chiesetta è stata ristrutturata ad uso dei fedeli delle lottizzazioni adiacenti. A tale restauro risalgono l’altare, in povere travi lignee incastellate, e tutti gli altri arredi provenienti da varie chiese cagliaritane in disuso. Di particolare pregio il simulacro in legno policromato del santo titolare, databile al tardo XVIII secolo, e un crocifisso di gusto popolaresco, anch’esso ligneo, di poco più recente.