Qualche cenno sull'argomento:

La distilleria voluta dall’avvocato e politico liberale Sebastiano Boi nei primi anni del XX secolo e realizzata in un’area acquistata nel 1901 dai Ponsiglioni, ricchi commercianti cagliaritani con interessi a Selargius, è uno dei primi esempi di industria vitivinicola nel Campidano. La “Grande Distilleria a Vapore”, che adottò sistemi di produzione per l’epoca innovativi, confluì nel 1911 nella “Società Anonima Vinalcool” insieme agli stabilimenti di Pirri e Quartu. L’attività ebbe alterne fortune a cavallo della Grande Guerra. Nel 1943 il complesso fu requisito dalle autorità militari che lo trasformarono in deposito e officina per la riparazione degli aerei dell’Air Force di S. M. Britannica. Nel dopoguerra si ebbe un pressoché totale abbandono della produzione vinaria e i locali furono affittati come magazzini di vettovaglie. Nel 1952 lo stabilimento, esteso ormai su oltre 13 mila metri quadrati, fu acquistato dalla ditta SAIM, che avviò la distillazione delle vinacce e la produzione di liquori e alcool puro. L’attività languì però in breve tempo. Nonostante altri tentativi di rilancio nel 1966, lo stabilimento venne definitivamente chiuso e gli edifici furono depredati di tutto. Nel 1972 un’ordinanza del sindaco ne indicò la pericolosità per l’incolumità dei cittadini. Nel 1978 l’Amministrazione comunale, interessata al recupero della struttura, stanziò la somma di 330 milioni di lire per iniziarne il restauro. Il primo intervento si concluse nel 1983. Ne sono seguiti altri, compreso quello della messa in sicurezza della famosa ciminiera, simbolo del passato industriale di Selargius. Da diversi anni alcuni immobili del complesso ospitano la Biblioteca comunale; altri ospiteranno a breve il teatro civico.