Qualche cenno sull'argomento:

La colonizzazione dell’isola di Sant’Antioco fu dovuta sin dall’antichità alla presenza di numerose sorgenti d’acqua che sgorgavano copiosamente nel lungomare prospiciente la laguna. I fenici quando percorrevano il Mediterraneo facevano meta nell’antica Sulky dove potevano approvvigionarsi d’acqua per proseguire il loro viaggio. I Romani con la costruzione della città di Sulci realizzarono tutte quelle opere necessarie all’urbanizzazione della città. Tra queste, di particolare importanza, la realizzazione della canalizzazione delle acque sorgive con la costruzione della fontana romana (is solus) nell’attuale Piazza Italia. Probabilmente il toponimo is solus sarebbe il plurale de su solu che indicava la sorgente. Fin dall’antichità e sino ai nostri giorni la fontana romana è stata l’unica forma di approvvigionamento idrico per la popolazione. L’Angius nel 1849 chiama la fontana Is Quattru Solus. Durante la festa di Sant’Antioco nel XVII secolo migliaia di fedeli accorrevano per rendere omaggio al Santo Patrono, le traccas che provenivano dai villaggi vicini si fermavano presso la fontana romana per abbeverare gli animali. Ancora nell’Ottocento la fontana si trovava alla periferia del paese. Le donne che abitavano nel Borgo Solci e nelle grotte si recavano quotidianamente alla fontana per riempire le brocche che poi trasportavano sulla testa con grande maestria. Nel 1891 esistevano ancora i pozzetti in muratura con una profondità di mt. 3,50 e un battente d’acqua di mt. 1,25, ma essendo le fontane a cielo aperto, l’acqua si sporcava e perciò spesso ne veniva sospeso temporaneamente
l’utilizzo fino a quando non fosse stata pulita. Quattro serbatoi in pietra con volta a botte, con una luce di due metri ciascuno, comunicanti fra loro. Essi quelli centrali essendo più lunghi di quelli laterali, attraversano per venti metri il sottosuolo della piazza e costituiscono le cisterne dal cui fondo sabbioso sgorga l’acqua. A quel punto l’Amministrazione Comunale diede l’incarico all’Ing. Dionigi Scano di compiere uno studio al fine di poter conservare il monumento . Tale incarico fu espletato anche con la consulenza dell’Ing. Asproni e dell’Ing. Tronci venuti a sant’Antioco per un sopralluogo il 28 dicembre 1906 (Angelo Marongiu). I lavori furono portati a termine nel 1911 nascondendo completamente l’antico manufatto romano. Oggi la fontana romana non svolge più la funzione di un tempo. Ha subito vari interventi di manutenzione e di abbellimento ed è meta dei giovani che passano il tempo libero nella centrale Piazza Italia.