Qualche cenno sull'argomento:

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L’edificio comunitario più interessante delle Saline di Stato è probabilmente la sede del Dopolavoro, inaugurato il 20 ottobre 1932 e successivamente abbandonato fino al recupero per opera della cooperativa Teatro Akroama, risalente agli anni ’90 del Novecento. Da allora si sono susseguiti moltissimi spettacoli riguardanti sia il teatro di prosa che la musica. Il teatro, situato al di là del canale delle saline, sorge in prossimità di abitazioni realizzate nel secondo dopoguerra ed ha una forma estremamente compatta, conclusa da un tetto a padiglione. È costituito da un corpo basso che circonda la sala interna, aprendosi sul lato verso gli stagni in un porticato arioso retto da esili e stilizzati pilastrini. Una lunga teoria di finestre si sviluppa all’esterno per formare aperture a diverse luci fino a quelle triplici nei corpi leggermente aggettanti posti negli spigoli dell’edificio: gli architravi sono conclusi da una cornice orizzontale che ripete stilemi affini all’Art dèco. Alcune lesene percorrono verticalmente la superficie rivestita di mattoncini. La sala interna consta di una platea e di una piccola balconata cinta di una bella ringhiera in ghisa ed è ornata di affreschi con soggetti classici, che si ripetono sulle pareti e nel soffitto a cassettoni che inquadrano un ampio ovale. Le moderne esigenze di spettacolo hanno richiesto la realizzazione della torre scenica che ha parzialmente alterato l’edificio originario. Questo ospita anche gli uffici e la direzione del teatro e una biblioteca dello spettacolo. Sull’ingresso laterale è ancora visibile la scritta OND (Opera Nazionale Dopolavoro) che ricorda una tipica istituzione del Fascismo.