Qualche cenno sull'argomento:

Il Museo etnografico di Sant’Antioco, inaugurato nel luglio del 1996 è ubicato lungo Via Necropoli, distante pochi metri dal Villaggio Ipogeo. La struttura restaurata di recenti faceva parte di un antico magazzino utilizzato per la vinificazione ed è composto da un’ampia sala e da un cortile porticato dialettalmente chiamato lolla. Al suo interno sono esposti attrezzi utilizzati sino agli anni ’50 per svolgere i vari mestieri praticati nell’isola di Sant’Antioco. La prima sezione espone tutti i processi e gli utensili legati alla panificazione, dal prodotto principale grano ai prodotti ottenuti grazie alla sua macinazione: farina, semola e crusca, e ai pani coccoi, focacce ed
anche i tradizionali coccois de su santu. L’esposizione prosegue con gli attrezzi utilizzati per la coltivazione della vite, per ottenere il vino intenso il Carignano ancor oggi richiestissimo dai più esperti intenditori. Di particolare interesse il settore dedicato alla storia di un’importantissima scuola di tessitura attiva sino alla fine degli anni ’30, in cui le allieve seguite dal maestro Italo Diana, apprendevano l’arte della filatura e tessitura del Bisso, introdotta nell’isola dagli antichi
fenici. L’esposizione interna si conclude con la parte dedicata alla raccolta e all’intreccio delle foglie di palma nana grazie alla quale le famiglie più povere del paese, in particolare coloro che vivevano nel rione delle grotte, hanno ottenuto un sostentamento economico in mancanza di un vero e proprio mestiere. Con le foglie essiccate confezionavano scope, borse, cordami, crine per imbottiture ed altri manufatti. La parte esterna si conclude con gli attrezzi indispensabili per la vinificazione come tini, botti ed altro.