Qualche cenno sull'argomento:

Realizzato nel 1992, il Museo è ubicato al piano terra della Caserma “La Marmora”, sorta alla fine del secolo XIX nel sito dell’antico castello aragonese. Esso è dedicato alla Brigata “Sassari”, Unità reclutata su base regionale, ed esempio unico per compattezza, abnegazione e valore militare dimostrati nel corso del Primo Conflitto Mondiale. L’impianto espositivo, incentrato sul tema della Grande Guerra, si sviluppa attraverso 5 sale che raccolgono un’interessante documentazione fotografica, armi e cimeli riferiti alle località dove i reggimenti sardi diedero prova del loro straordinario valore. A sottolineare il legame con la storia regionale, la Brigata adottò le mostrine bianco-rosse e lo stemma dei quattro mori inquartati nella croce di San Giorgio. Il colore delle mostrine, unitamente al terrore diffuso nelle trincee austro-ungariche dalla violenza dei loro assalti, valse agli uomini della “Sassari” l’epiteto di “Rote Teufel” (“Diavoli Rossi”). L’esperienza della “Sassari”, con l’immane sacrificio dei 4 anni di trincea, costituì la prima significativa integrazione della società regionale nel contesto nazionale e, con il movimento dei reduci, determinò in Sardegna eventi di portata storica e politica. Sciolta in seguito ai fatti conseguenti all’Armistizio, la “Sassari” si è ricostituita in Sardegna nel 1988. Oggi la Brigata meccanizzata “Sassari” è una moderna Unità di volontari i cui soldati, seguendo l’antica tradizione, sono reclutati in Sardegna. Oltre a svolgere i normali compiti istituzionali, dal 1996 concorre, con i propri reparti, alle operazioni internazionali per il mantenimento della pace.