Qualche cenno sull'argomento:

La Torre civica è nata come Torre Littoria sede della casa del Fascio, il simbolo più prestigioso del fascismo cittadino. Durante la cerimonia di posa della prima pietra, il 10 maggio 1937, venne calata, insieme con il primo masso, un’artistica pergamena firmata, a ricordo della cerimonia, dalle autorità, in corrispondenza dell’angolo sud-ovest della Torre. La Torre, come tutti gli edifici importanti, era rivestita di bugnato rustico di trachite rossa, proveniente dalle cave locali. Il rivestimento di rude lavorazione voleva ricordare la severità delle costruzioni nuragiche. La Torre, alta 27,50 metri, si suddivide in 5 piani: al pian terreno era situato il Sacrario, dedicato ai martiri fascisti, dove venivano custoditi i gagliardetti, le altre insegne littorie e il ritratto del Duce; qui si può ammirare l’altorilievo marmoreo dello scultore Crocetti, il quale esprime tutti gli aspetti della vita della Nazione nel clima del Fascismo. Al centro la Vittoria Alata, simbolo di potenza e, intorno le quattro rappresentazioni allegoriche: il Lavoro, la Famiglia, la Milizia e le Organizzazioni del Regime. Al primo piano si trovava il Direttorio, dal quale si poteva accedere al balcone che domina Piazza Roma, da cui il 18 Dicembre del 1938 Benito Mussolini si affacciò per inaugurare la nascente città di Carbonia. Lateralmente all’ingresso del Sacrario, era situato un leone di bronzo oggi scomparso. Negli altri 4 piani superiori erano sistemati gli uffici del Fascio e delle varie organizzazioni ad esso dipendenti. Con la caduta del Fascismo nel 1943, il pian terreno divenne sede del Partito Sardo d’Azione; il bassorilievo venne coperto da un tramezzo
e la sua esistenza fu casualmente riscoperta negli anni ’80: nell’operazione di recupero venne danneggiato lievemente. La Torre divenne sede della Pretura fino alla fine degli anni ‘ 70. In seguito fu sede dell’ufficio di Collocamento e degli Uffici Comunali.