Circa tremila firme in più rispetto all’edizione 2017

Monumenti Aperti è stata una grandissima e bellissima festa popolare e culturale. Quasi 18.000 presenze, 2000 persone coinvolte tra volontari, insegnanti e organizzatori, 18 monumenti: è stata davvero coinvolta tutta la città, in un’esperienza collettiva di educazione civica, divulgazione e riscoperta della grande architettura del nostro ‘900.Con queste parole, il vicesindaco e assessore alla cultura Massimo Maisto saluta l’appena conclusa seconda edizione di Ferrara Monumenti Aperti, la manifestazione nata a Cagliari nel 1997 e coordinata, a livello nazionale dalla ONLUS Imago Mundi.

Una seconda edizione che, dopo il riuscitissimo esordio dello scorso anno, dedicato al Seicento ferrarese, ha voluto proporre ai tanti visitatori accorsi, un itinerario attraverso le tante eccellenze del Novecento. Eccellenze architettoniche come il palazzo dell’Aeronautica, la Cella del Tasso o il Conservatorio, aperti eccezionalmente proprio in occasione della manifestazione, ma anche storici e intellettuali con focus dedicati a Michelangelo Antonioni, Giorgio Bassani, e a figure come Alda Costa, nella scuola a lei dedicata. Diciotto i luoghi aperti, nei quali sono state registrate quasi 18.000 firme – tremila in più rispetto all’edizione 2017 – raccontati da 1300 studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, coordinati da circa cento insegnati che li hanno guidati alla realizzazione dei progetti didattici curati dallo scrittore Luigi Dal Cin. Una partecipazione popolare che fa di questa iniziativa una vera festa cittadina, organizzata dall’Associazione Culturale Ferrara Off in collaborazione con Fondazione Ferrara Arte e Comune di Ferrara – partner di un progetto europeo e membro dell’Associazione Atrium, il cui obiettivo centrale è la valorizzazione, dal punto di vista turistico, del patrimonio architettonico e culturale del Novecento.

I protagonisti del progetto, i nostri ragazzi – dice Fabrizio Frongia, presidente di Imago Mundi ONLUS – sono stati accompagnati in modo mirabile da un corpo docente davvero coinvolto e infaticabile e la qualità dell’esperienza è stata realmente emozionante. Ci auguriamo che questo patrimonio di conoscenze e sensibilità non vada disperso nel tempo e che la manifestazione possa accompagnare, come accade da oltre vent’anni in Sardegna, generazioni di giovani cittadini.

La manifestazione è rientrata nell’ambito di “EnERgie Diffuse. Emilia-Romagna un patrimonio di culture e umanità”, iniziativa della Regione per celebrare l’Anno Europeo del Patrimonio culturale 2018 e della settimana di promozione della cultura in Emilia-Romagna. e ha goduto del partenariato tecnico di Tper e Poste Italiane.