Aspettando la XXIII edizione di Monumenti Aperti

Si chiude mercoledì 10 aprile con la toponomasta femminile Agnese Onnis e con Maria Carmen Sulis, relatrici dell’intervento Le strade delle donne. La Onnis dal 2012 è referente regionale dell’associazione nazionale Toponomastica femminile. In collaborazione con WikiDonne, è redattrice di diversi profili e ritratti biografici di alcune protagoniste italiane e straniere della Storia delle donne.

Il tema proposto è la lettura integrata della toponomastica cittadina. I nomi delle vie sono un punto di riferimento spaziale indispensabile quando si ha necessità di “trovare la strada”, quando si cammina a piedi o in auto. Ma, al di là di queste funzioni d’uso, i nomi dei luoghi contengono in se stessi molto di più: sono carichi di significati culturali, storici, simbolici, non meno che esperenziali. La toponomastica femminile, attraverso uno sguardo rinnovato diretto alle connotazioni della rete viaria cittadina, ha l’obiettivo di documentare la presenza, la consistenza e la distribuzione delle figure femminili nel tessuto toponomastico urbano, e in tal modo promuovere una percorrenza trasversale della storia delle città, dei comuni e della geografia politica. Le intitolazioni divengono così, sia per le passate che per le nuove generazioni, fonti storiche implicite ed esplicite di un percorso culturale e sociale a più livelli. Sebbene non poche donne abbiano attraversato da protagoniste al pari degli uomini gli eventi storici e culturali più significativi della storia umana, le strade e le piazze raccontano di uomini illustri ma ben più raramente danno testimonianza di donne altrettanto famose. Le scienziate più insigni, ad eccezione di quelle poche alle quali fu conferito il premio Nobel, le riformatrici, le scrittrici, le giuriste, le letterate, le architette, le ingegnere e le storiche sono pressoché assenti, non solo nelle intitolazioni, ma soprattutto nella memoria collettiva.

Nel corso dell’incontro verranno illustrati e discussi alcuni dei risultati ai quali è approdata una recente ricerca realizzata dall’Associazione nazionale toponomastica femminile. Lo studio, condotto attraverso il censimento dell’insieme delle denominazioni viarie e dei luoghi presenti sull’intero territorio nazionale, ha avuto due obiettivi primari: da un lato il rilevamento della numerosità e della consistenza relativa delle targhe al femminile; e dall’altro l’interpretazione della natura e del significato della toponomastica al femminile nei contesti di riferimento.

Ci si soffermerà inoltre su una serie di iniziative già realizzate o programmate che, facendo leva sulla ricerca toponomastica femminile, puntano:

  1. a) a promuovere una nuova consapevolezza culturale della storia delle donne;
  2. b) a un incremento della componente femminile nella toponimia del tessuto viario nel territorio nazionale;
  3. c) alla divulgazione e allo sviluppo di una rinnovata conoscenza della storia delle donne e attraverso l’organizzazione di una serie di percorsi urbani mirati, dai quali far emergere, unitamente alle presenze e alle assenze di genere, i processi storico-culturali che hanno interessato tali aree e che ne hanno determinato le configurazioni e le identità attuali.

La storia delle donne, tanto ricca quanto sconosciuta, può e deve essere ricostruita attraverso l’azione educativa e formativa della scuola, per garantire il rispetto delle differenze e per dare piena attuazione all’articolo 3 della nostra Costituzione. Ad esemplificazione di ciò verranno pertanto presentati alcuni percorsi didattici realizzati nella scuola primaria Santa Caterina di Cagliari che, muovendo proprio nell’ottica della parità, hanno ricostruito la storia di tante donne alle quali sono state intitolate delle strade nel nostro territorio, dalla forte valenza storica e che offre numerosi spunti di indagine e di riflessione. Un’esperienza che attraverso la toponomastica femminile e la vicenda umana di tante donne ha reso possibile conoscere in modo più ricco la storia della città, del suo passato, dei suoi monumenti.

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