Cossoine è un comune di 850 abitanti compreso nella regione storico-geografica del Meilogu, sub-regione del Logudoro. Il territorio comunale si estende per 38,83 kmq e si presenta a forma di clessidra, confina con i paesi di Romana, Thiesi, Giave e Cheremule a Nord; a Padria, Mara, Bonorva, Semestene, Pozzomaggiore e Monteleone Roccadoria a Sud. Posto in zona strategica poiché sul km 164 della “Carlo Felice” si trova il bivio che conduce al centro abitato, e proseguendo per la Statale 292 (diretta a Bosa) in soli 40/45 minuti si ha lo sbocco al mare. I terreni sono in parte di natura alluvionale, i rilievi sono costituiti da tracheiti e andesiti con tufi, cui si alternano depositi marini calcarei. Hanno inizio qui due piccoli corsi d’acqua che fanno parte del bacino del Temo: Alchennero, e Badu ‘e Ludu. Il passaggio della civiltà a Cossoine è delle epoche più remote e lo confermano le numerose domus de janas, tra le quali Crastu ‘e Fora, sa Filigosa , Camera Pinta, Furrighesos. In seguito il passaggio in epoca nuragica con le numerose testimonianze di più di venti torri tra le quali si ricordano: Alvu, Corru ‘e Oe, Aidu con diversi resti tra cui anche una tomba dei giganti. In epoca romana passava invece la strada da Porto Torres a Cagliari e non distava certo la città di Hafa, e nel territorio resta comunque la notizia di un insediamento dell’epoca chiamato Lucentia o Castrum Lucentium, ricordato oggi col toponimo Lughentinas. In epoca bizantina tra il IV ed il VI secolo, un villaggio chiamato Kourin ebbe vita nella zona in cui venne edificata la chiesa di Santa Maria Iscalas. L’attuale centro abitato ha avuto origine, come la maggior parte dei villaggi sardi, in epoca medioevale. 

Per costante tradizione si racconta che il paese era molto popoloso rispetto ad ora, ma una pestilenza lo decimò (probabilmente ci si riferisce a quella del 1527/1528). I sopravvissuti decisero per cui di spostarsi salendo verso la  zona di Funtana e Sa Serra abbandonando Santu Giolzi. L’epidemia cessò nel 1529, in concomitanza con la celebrazione del martirio di San Sebastiano (20 Gennaio 1529) tanto da decidere di dedicargli la costruzione di una chiesa e la corsa equestre che, da allora, si tiene ogni anno (nel mese di Maggio) per ringraziarlo di aver vinto l’epidemia. Il villaggio è attestato per la prima volta nel Condaghe di san Michele di Salvenor ed in quello di san Nicola di Trullas (secc. XI-XIII) dove viene citato con i nomi di Consedin, Cossedin (in altri documenti: Cursein). Pare fosse ubicato più a valle dell’attuale, intorno alla distrutta chiesa di Santu Giolzi. La popolazione della villa fu fortemente ridotta dalla pestilenza del 1527-28, e i villici che si salvarono si spostarono a Funtana, dove ora sorge l’attuale paese. Nel periodo medioevale appartenne alla curatoria di Caputabbas, nel Regno giudicale di Torres; dal 1772, finito il regno logudorese, diventò possedimento dello Stato signorile della famiglia Doria. Dal 1323 i Doria lottarono per mantenere i possedimenti e, nel 1383, passò al regno di Arborea col matrimonio di Brancaleone Doria con Eleonora d’Arborea. Con la vittoria degli aragonesi entrò a far parte del Regnum Sardiniae, definitivamente nel 1436. Il sovrano Alfonso il Magnanimo, lo vendette a Serafino de Montagnans, che lo inserì col villaggio di Giave nel suo feudo di Montesanto. Passò nel 1477 a Serafino Montagnas II, che lo lasciò a una figlia maritata De Flors. Da quel momento il paese dovette sottostare a Signori di varie famiglie Spagnole che amministrarono il feudo senza scrupoli, tanto che nel 1795 si costituirono i moti antifeudali. Solo nel 1838 lo Stato Sabaudo permise il riscatto e il paese potè raggiungere la dipendenza feudale. Nel frattempo Cossoine era stato incluso nella provincia di Alghero e, nel 1848 quando queste furono abolite, il centro venne accorpato alla divisione amministrativa di Sassari.

Dopo l’Unità d’Italia, lo Stato iniziò ad interessarsi dei problemi dell’Isola e, a partire dalla fine del 1800 e per tutto il Novecento, si attivarono diverse opere pubbliche: la rete idrica, che permise la distribuzione dell’acqua nelle case e non più l’approvvigionamento dalle fonti; la rete fognaria; la sistemazione delle vie nel centro abitato, ecc. Negli anni 30 del 1900 si bonificò la zona paludosa di Campu Giavesu, con la costruzione di canali di drenaggio che consentì agli agricoltori di coltivare cereali e foraggi.Queste condizioni portarono a un aumento della popolazione, che nel 1911 raggiunse un picco di 1842 abitanti, mantenendo una certa stabilità sino al  1951, con 1789 presenze; ma da allora si è avuto un calo continuo, che a tutt’oggi sembra inarrestabile, dovuto dall’abbandono delle attività tradizionali.
Il Paese oggi si presenta come un piccolo centro, ben tenuto, ricco di murales.

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Il sito ufficiale del Comune di Cossoine

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Benvenuti!
Il nostro paese, con l’arrivo della primavera e delle belle giornate è cornice di numerose manifestazioni. E quest’anno ci faceva enormemente piacere poter esordire con Monumenti Aperti.
Nuovi siti da scoprire, mostre tematiche, valorizzazione dell’artigianato locale, degustazione di prodotti tipici, associano fascino e tradizione di un paese che ha nella sua storia millenaria, nelle sue profonde radici culturali e nel suo suggestivo paesaggio, i tratti essenziali di questo villaggio.
Nella nostra prima edizione, accompagnati dai ragazzi delle scuole e dai volontari, i nostri ospiti e da tanta fortuna (si spera) si potranno visitare siti che ormai sono luoghi immancabili di alcune feste paesane da ormai decenni, scorci del nostro paese, e siti archeologici di inestimabile bellezza purtroppo non sempre fruibili. La chiesa campestre di Santa Maria Iscalas o la chiesetta di San Sebastiano, per esempio. Tutto ciò è reso possibile dall’insostituibile rete di volontari, patrimonio inestimabile della nostra comunità. Questa di Monumenti Aperti è un’edizione ricca di novità e di eventi speciali che accompagnerà i nostri visitatori in un viaggio tutto da scoprire. Venite a Trovarci!

La Sindaca Sabrina Sassu

Informazioni Utili

I monumenti saranno visitabili gratuitamente, il pomeriggio di sabato dalle 15.00 alle 20.00 e la domenica dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00

Per la visita ai siti si consigliano abbigliamento e scarpe comode.

Le visite alle chiese saranno sospese durante le funzioni religiose.

È facoltà dei responsabili della manifestazione limitare o sospendere in qualsiasi momento, per l’incolumità dei visitatori o dei beni, le visite ai monumenti.

In alcuni siti la visita potrà essere parziale per ragioni organizzative o di afflusso.

  • Info Point: presso l’Assessorato ai servizi sociali
  • email: monap.cossoine@yahoo.com

  • Comune di Cossoine
  • Cooperativa Babajola (Bonorva)
  • Pro Loco Bastiano Unali Cossoine
  • Consulta Giovanile Comunale di Cossoine
  • Servizio Civile Nazionale
  • Gruppo Speleologico
  • Avis Sezione Cossoine
  • Istituto Comprensivo di Pozzomaggiore
  • Gruppo Catechismo
  • Comitati Volontari
  • Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Sassari e Nuoro

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