Qualsiasi sia la strada da cui la si raggiunge, la prima cosa che colpisce chi arriva a Gonnosfanadiga è la montagna che si staglia alle sue spalle. Il Monte Linas con le sue vette, la natura fiorente e la fauna locale, protegge i gonnesi e da sempre rappresenta per loro un elemento identitario e distintivo. Dalla montagna si origina il Rio Piras, un corso d’acqua torrenziale che divide il Comune in due zone: la Gonnos alta “Gonnos de susu” e quella bassa “Gonnos de basciu”. Storicamente questa stessa distinzione avveniva tra “Gonnos” e “Fanadiga”, i due nuclei che, originatisi in periodi differenti, si unirono infine a formare un unico centro.
Chi scopre il territorio indaga la sua storia, visita le sue bellezze, assaggia i suoi prodotti ed entra in contatto con i locali imparando che molti aspetti della Gonnos di un tempo hanno segnato anche la sua identità attuale.
A chi vuole addentrarsi in questa esperienza si consiglia di cominciare dai diversi siti archeologici, importante testimonianza dell’antichissima presenza umana nel territorio, in particolare in epoca nuragica. Fra questi merita una menzione speciale la Tomba dei giganti di San Cosimo, una delle più grandi della Sardegna.
La Chiesa di Santa Barbara (di origine medievale, poi ampliata tra il 600 e il 700), la Chiesa del Sacro Cuore (edificata intorno al 1917), la Chiesa campestre di Santa Severa, poco fuori dal centro urbano (diverse ipotesi di datazione: IV-V sec. o IX sec.), la Chieda della Madonna di Lourdes (anni 70) rappresentano i principali esempi di edilizia religiosa del Comune. Un aspetto caratteristico che merita di essere sottolineato è la presenza di oltre 50 pozzi pubblici disseminati nel tessuto urbano e della caratteristica Gradinata (composta da 292 scalini) che conduce sulla cima del colle San Simeone, dove è stata edificata una grotta in onore della Madonna di Lourdes, al di là della quale si apre un belvedere, dal quale è possibile godere di una splendida vista sul Campidano.
Per gli amanti della natura il Linas, le sue rigogliose foreste ed il Parco Comunale di Perda de Pibara e le strutture di archeologia industriale legate all’attività estrattiva, offrono un’imperdibile occasione per cimentarsi in passeggiate ed escursioni. La storia del Novecento gonnese è segnata da un tragico avvenimento: il 17 febbraio 1943 la popolazione è stata colpita da un bombardamento americano con un centinaio di vittime e numerosi feriti. In un percorso della memoria sarà possibile ripercorrere i punti simbolo di questo spaccato di storia gonnese.
Dal punto di vista produttivo non si possono non citare le rinomate produzioni locali, che includono pane, dolci, miele, zafferano, carni e salumi ed ottima frutta, in particolare l’anguria “call’e boi”. Ma Gonnosfanadiga è conosciuta soprattutto per le olive e l’olio, da cui la presenza di diversi frantoi storici. La particolare qualità autoctona di oliva, la “nera di Gonnos”, viene celebrata nell’annuale manifestazione della Sagra delle Olive. Non mancano le produzioni artigianali relative soprattutto alla fattura di coltelli.

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