La città occupa un’area pianeggiante di 182 km² nella parte occidentale della regione Lombardia ed è bagnata dall’Olona, dal Lambro e dal Seveso. Milano è attraversata da vari canali artificiali quali il Naviglio Grande, il Naviglio Pavese, il Naviglio della Martesana, la Vettabbia e il Redefossi (che raccoglie le acque del Seveso e del Naviglio della Martesana).
Il Comune di Milano ha una superficie relativamente piccola e quasi totalmente urbanizzata, con un’alta densità abitativa (1.298.816 abitanti). Negli ultimi anni si è anche iniziato ad identificare l’Area Metropolitana che gravita intorno alla Grande Milano. La definizione dell’area metropolitana non annulla le differenze storiche e culturali delle città e delle province che la compongono. Un’area caratterizzata da un’intensissima mobilità interzonale e da relazioni economiche strettissime, tale da farla considerare come un corpo unico, al pari delle altre aree metropolitane multicittadine e multiprovinciali presenti al mondo.
Dalle porte presenti sulle mura spagnole si diramano a raggiera le grandi vie di comunicazione che portano verso le strade statali: corso Buenos Aires, corso XXII Marzo, Corso Lodi, Via Ripamonti, Corso San Gottardo, Corso Vercelli, Corso Sempione.
Milano è una città in trasformazione, che nella metà degli anni Settanta raggiunge 1,7 milioni di abitanti, per poi spopolarsi fino all’attuale popolazione residente di circa 1,3 milioni: contemporaneamente, vede affermarsi un’area urbana più ampia che conta oggi 3,7 milioni di abitanti.
Una città nella quale parallelamente è cresciuta e si è rafforzata la vocazione internazionale, legata non solo alla sua storia e alla sua collocazione, ma anche al livello di accessibilità e alle funzioni urbane di rilievo quali, tra le altre, le università, gli ospedali e i servizi finanziari.
Milano è perciò negli anni cambiata, si è allargata, ha ampliato i confini del proprio essere città, ponendosi al centro della megacittà-regione che si estende dal Piemonte ai confini col Veneto.
Tutto questo senza una precisa regia di carattere territoriale, nonostante le energie profuse dall’amministrazione a partire dagli anni Cinquanta con il piano regolatore generale e in seguito con le sue varianti, con riguardo particolare a quella generale approvata nell’80.

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