Alghero, ArbusBosa, Buggerru, Cagliari, Carbonia, CarloforteCuglieri, Dolianova, Gonnosfanadiga, Guspini, IglesiasLunamatronaMarrubiu, MilisOlbia, Ozieri, Oristano, Padria, Portoscuso, PortoTorres, Sadali, San Gavino Monreale, Sanluri, Sant’Antioco, SardaraSassari, SelargiusSennori, Serramanna, Serdiana, Settimo San Pietro, Siddi, Tortolì-Arbatax, Usini, Villamassargia, VillanovafrancaVillasimius confermano la loro adesione alla manifestazione Monumenti Aperti.

Ritornano dentro la rete, invece, il comune di Monastir, che partecipò anni fa dentro l’Unione dei Comuni del medio/basso Campidano, il comune di Sestu, che mancava dal 2014, il comune di Villacidro, che ritorna dopo un solo anno di stasi, e il comune di Villanovaforru che partecipò unicamente nel 2004. Entrano a far parte del circuito della manifestazione per la prima volta il comune di Bauladu, di Bonorva, di Osilo, di Santadi, di Semestene, di Thiesi, di Uta e il Comune di Villamar.

Sono ben 50 i comuni della Sardegna ad aver aderito alla ventunesima edizione di Monumenti Aperti sino ad ora. Un calendario che giorno dopo giorno si arricchisce e disegna quella che sarà la mappa definitiva. Con in serbo tante novità che non possiamo ancora svelare ma che portano la manifestazione nuovamente oltre i confini regionali dove l’interesse di diverse amministrazioni comunali cresce e si diffonde.

Tutti i comuni saranno comunque legati da un unico tema, quello del Paesaggio, inteso nelle sue più diverse accezioni.  Le possibili declinazioni di questo tema nella manifestazione sono numerose e di facile attuazione in quanto il paesaggio è legato a numerose componenti: culturali, sociali, urbanistiche e naturali. Sarà possibile, per esempio, creare itinerari letterari, percorsi nell’architettura urbana, visite guidate sulle modificazioni del territorio che si sono attuate nel tempo e tante altre interpretazioni che potranno essere individuate anche con il supporto della segreteria organizzativa della manifestazione. (Uta – Foto di Francesco Meloni)