Qualche cenno sull'argomento:

La sede della Camera di Commercio di Cagliari è stata inaugurata nel 1928 con la denominazione di Palazzo dell’Economia ed è opera dell’architetto milanese Luca Beltrami al quale era stato affidato lo studio del prospetto. Il Palazzo presenta sulla cornice superiore quattro grandi coppe o anfore disposte a coppie nelle estremità, che racchiudono una forte carica simbolica. Gli interni sono opera esclusiva dell’ing. Riccardo Simonetti che, oltre ad aver curato gli aspetti prettamente tecnici e la progettazione dell’elegante scalone con la raffinata ringhiera in ferro battuto, ha il grande merito di aver saggiamente valorizzato e indirizzato le scelte dell’Ente Camerale affinché fossero espressione di un gusto raffinato. Il Palazzo si sviluppa su quattro piani di cui uno interrato. Al piano terra un ampio salone, decorato da Felice Melis Marini e arricchito da tre motti scelti da Liborio Azzolina, ospita attualmente la gran parte dei servizi resi dall’Ente all’utenza ma originariamente era stato progettato per accogliere il tanto auspicato Museo Commerciale e veniva utilizzato come sede espositiva delle migliori produzioni locali e come luogo di confronto – dibattito sulle prospettive di sviluppo locale. I piani superiori ruotano attorno ad un patio. Al primo piano, il Salone delle Riunioni è decorato con due grandi tele di Filippo Figari commissionate dalla Camera con l’intento di richiamare i grandi fasti medievali quando, nell’età dei Comuni, nella penisola, si erano diffuse le corporazioni dei mercanti e le corporazioni di arti e mestieri, considerate da molti studiosi come le rappresentanze commerciali delle quali le Camere sono una evoluzione. Molto interessante la collezione dei ritratti dei presidenti con opere di Guglielmo Bilancioni, Dino Fantini, Enzo Loy e Vladimir Lipec Aronovich. In Palazzo è arredato con un mobilio d’interesse storico – artistico ed è arricchito dalle opere d’arte firmate dai più grandi artisti del Novecento sardo: Francesco Ciusa, Stanis Dessy, Costantino Nivola, Giovanni Ciusa Romagna, Giovanni Battista Rossino e Cesare Cabras.