Qualche cenno sull'argomento:

Deve il suo nome a Donna Massima (o Maxima nelle due varianti del dialetto campidanese) Orrù, ultima proprietaria della struttura. La sua costruzione risale alla prima metà del XVI secolo. In un atto del notaio Burranca del 1707 è indicata come “Casa del Marchese di Quirra” e “Casa della Curia”, ossia sede del tribunale del Podestà della Baronia del Monreale. I nobili Orrù dovrebbero averla acquistata dai Quirra, a cavallo tra la fine del Settecento e i primi dell’Ottocento, quando le competenze giudiziarie, ancora in mano ai feudatari legati alla precedente dominazione spagnola, vennero assunte direttamente dallo stato Sabaudo. Nella seconda metà del XIX secolo l’Amministrazione Comunale prendeva la casa in affitto per destinarla prima ad Ufficio della Giudicatura Mandamentale, poi a Scuola Elementare Femminile e, successivamente, a stazione dei Carabinieri Reali. La struttura attuale, recentemente restaurata, si presenta come una tipica casa padronale sangavinese, con il suo maestoso portale ad arco che si affaccia sulla Via Amsicora, in pieno centro storico. Il vasto cortile anteriore ciottolato conduce all’ingresso principale contornato da uno splendido porticato ad archi (sa Lolla). Al suo interno, nelle ampie sale comunicanti tra loro, sono stati riprodotti i vari ambienti tipici come la cucina, la camera da letto, la sala della tessitura, perfettamente arredate con mobili d’epoca e corredate da un’esposizione permanente di costumi tradizionali, arnesi ed utensili tipici della cultura contadina e artigianale del passato. Dal 1994, col fine di salvaguardare la memoria storica locale, la Casa Museo Dona Maxima è stata affidata all’Associazione Culturale “Sa Moba Sarda”, composta da cittadini volontari, che si occupano della raccolta, catalogazione, custodia e valorizzazione degli oggetti donati spontaneamente dalla popolazione sangavinese. Attualmente, oltre ad essere utilizzata per mostre, convegni, presentazione di libri, rassegne teatrali e musicali, laboratori per la rinascita degli antichi mestieri. La Casa Museo Dona Maxima, nel mese di novembre, in occasione della fioritura dello zafferano (l’oro rosso sangavinese), si apre ai numerosi visitatori che vengono coinvolti attivamente nelle tradizionali fasi di lavorazione della preziosa spezia locale dopo il suo raccolto.