Qualche cenno sull'argomento:

La chiesa di Santa Barbara in Ingurtosu, che si erge tra gli alberi ed il verde della macchia mediterranea, da lontano con il suo stile insolito e il suo snello campanile, richiama alla memoria un suggestivo paesaggio alpino. Al piazzale circostante si accede per mezzo di una lunga scalinata in granito; la chiesa è divisa da tre navate, la cui volta centrale è sostenuta da quattro colonne di granito che ne accentuano l’altezza. Per la sua edificazione, il Papa San Pio X offrì 20.000 lire, spedendo la somma da Roma a Mons. Emanueli che successivamente consegnò all’Ing. Pavan, allora direttore della miniera, perchè si costruisse la chiesa e la casa canonica. Queste ultime, secondo accordi intercorsi tra la Diocesi e l’Amministrazione Mineraria, sarebbero restate sempre a “disposizione dell’autorità ecclesiastica” anche dopo la chiusura della miniera. I lavori di scavo iniziarono subito e la costruzione della chiesa, nonostante il rallentamento dei lavori a causa della Prima Guerra mondiale, fu inaugurata da Mons. Emanueli il 21 maggio 1916. Agli ultimi giorni di ottobre del 1977, un incendio doloso bruciò i paramenti e gli arredi sacri contenuti nella “paratora”, con la statua dell’Immacolata che troneggia dietro l’altare. Ad opera di un comitato spontaneo, nel 1977 vennero raccolti tra la popolazione dei fondi che servirono per le riparazioni più urgenti, sostituendo e rinforzando gli infissi e riparando le vetrate. Va pure ricordato che, dopo la Seconda Guerra mondiale, vennero costruite delle cappelle a Bau e Gennamari. Qualche anno dopo venne realizzata la Via Crucis che dalla chiesa, lungo un sentiero immerso nella folta e caratteristica vegetazione mediterranea, si snoda fino ad un complesso roccioso naturale, sul quale sono state erette le tre croci del Calvario e dal quale, provenienti da un laghetto posto a monte, scaturiscono le acque spumeggianti di una piccola cascata. Dal 1970 la Cappellania venne affidata alla parrocchia di Arbus; si officia attualmente solo durante le festività, offrendo un servizio ai pochi, ma imperterriti, residenti.