Qualche cenno sull'argomento:

La chiesa si trova nella porzione più occidentale del paese, quasi nelle sue appendici. La prima notizia è contenuta in atto dell’arcivescovo di Sassari, Andreas Baccalar, che nel 1609 conce- de ai frati minori francescani lo spazio al lato della chiesa di S. Lucia ad Osilo per fondare un nuovo convento. Il tutto va ricondotto anche alla presenza dell’ordine nel vicino centro di Nulvi dove negli stessi anni troveranno spazio i due rami dell’ordine dei francescani, quello dei minori osservanti e quello dei cappuccini collocandosi alle opposte periferie dell’abitato. Fu questa forse la ragione principale del fatto che a Osilo i frati non costruirono mai qui il loro convento (anche se la forma della vicina piazza Sanna-Oggiano ne assume curiosamente una morfologia che di fatto ricorda quella di un chiostro). Non si hanno altre notizie su una loro presenza. Nel 1688 la chiesa è tra quelle visita- te dall’arcivescovo Morvillo, mentre nella visita pastorale del vescovo Marongiu Delrio è citata come semplice luogo di culto conservata in ottimo stato; viene segnalata un’unica pecca: la statua è ancora priva della palma del martirio. La struttura è ad aula unica divisa in due campate da un arco a tutto sesto. Sopra l’altare vi sono tre statue: il Sacro Cuore di Gesù, a sinistra la statua della Madonna e a destra la sta- tua in legno dipinto della Santa Lucia datata al pieno XVIII secolo. Una curiosità, la campana, durante i restauri del 1913, permise di leggere Sancte Petre ora pro nobis 1622. Una campana da riferire ad una delle cinque chiese dedicate a S. Pietro (nessuna delle quali conservata) pre- senti nel territorio di Osilo.