Qualche cenno sull'argomento:

La chiesa si trova a due chilometri a nord della città di Oristano nella frazione di Silì. La sua prima menzione si trova nel testamento di Ugone II del 1335 e la si può inquadrare, in riferimento alla sua costruzione, tra gli anni 1325-1350 in uno stile che vede ancora motivi legati al romanico ma con inserimenti gotici. L’impianto dell’edificio, mononavato, era caratterizzato da un alto soffitto con grandi travature e copertura lignea, sorrette da dieci mensoloni a forme sia umane che animali. Tali sostegni, che si possono vedere del tutto simili ma di fattura più accurata all’interno della chiesa di Santa Chiara di Oristano, sono stati recentemente restaurati e ricollocati, anche se a quota differente, nella loro originaria posizione. Con le chiese di Santa Chiara, San Martino e la Cattedrale, la chiesa della Maddalena condivide la bella bifora archiacuta della sua abside, esposta a est secondo i canoni dell’asse liturgico delle chiede medievali. La chiesa è stata testimone di fatti storici importanti del Giudicato di Arborea durante il regno di Mariano IV. Annesso alla chiesa sorge il convento costruito nel 1459 che ospitò i Frati Minori Osservanti (Ordine dei Francescani). In seguito all’incameramento dei beni ecclesiastici da parte dello Stato, la chiesa e il convento caddero in grave stato di abbandono e vennero utilizzati come rifugio per il bestiame. Nei primi anni del 1900 vennero restaurati a spese del Comune di Oristano e ospitarono alcune classi ginnasiali dirette dai Padri Scolopi. Durante la seconda guerra mondiale, tutto l’edificio venne adibito a presidio militare e successivamente fornì asilo e ricovero a poveri emarginati. Dal 1967, dopo anni di ulteriori restauri da parte della Soprintendenza ai Monumenti con finanziamento della Regione Sardegna, la struttura ospita le suore della Redenzione.