Qualche cenno sull'argomento:

 L’origine di questa chiesa, sita all’interno del centro storico del paese, é descritta da P. Colli – Vignarelli in Sanluri terra e’ lori. La datazione dell’edificio, sede dal 1726 della Confraternita del Carmine e più volte restaurato nel corso dei secoli successivi, é in realtà molto più antica. Da ricerche d’archivio è stato possibile constatare che la chiesa esisteva già nel secolo XVI: viene citata, assieme alle “iglesias rurales” di Sant’Elena, San Sebastiano, San Lorenzo, San Martino e San Giorgio, in una relazione compilata nel 1599 in occasione di una visita pastorale. Dalla lettura di questi documenti risulta inoltre che, vicino alla chiesa, si trovava l’area cimiteriale. Nella parete di fondo del presbiterio, un altare in legno dipinto e dorato ospita nella nicchia centrale la statua della Vergine del Carmine a cui è dedicata la cappella maggiore, e in quelle laterali, i simulacri di Sant’Elisabetta d’Ungheria e di San Raimondo Nonnato. Negli antichi registri di amministrazione della Confraternita del Carmine non si fa cenno all’acquisto di queste interessanti opere, che avvenne probabilmente al secolo XVIII. Si ha notizia invece dell’altare ligneo, realizzato tra il 1776 e il 1779 su commissione della Confraternita. Nella cappella di destra, destinata alla Santa titolare della Chiesa, è custodita, entro una nicchia, la statua di Sant’Anna, di non facile datazione in quanto ridipinta, ma probabilmente settecentesca.