Qualche cenno sull'argomento:

La chiesa si trova nel quartiere storico di Su Brugu, antico borgo contadino che risultava fuori dalla cinta muraria medievale. La posa della prima pietra di questo edificio religioso, il primo che si incontra nel tragitto che porta dalla stazione ferroviaria al centro della città, avvenne il 2 dicembre 1793. L’intitolazione al santo guerriero, al quale si votarono i sardi già in occasione delle terribili pestilenze che colpirono l’isola nel Seicento, si deve alla speciale protezione che il martire di Nora riservò all’isola il 17 febbraio 1793, giorno della vittoria dei sardi contro l’armata francese che, spinta dal vento della rivoluzione, tentò di penetrare nel Golfo di Cagliari il 22 gennaio dello stesso anno. L’edificio, eretto inizialmente nelle forme stilistiche vicine al barocco piemontese, al pari della coeva chiesa del Carmine, subì dei rifacimenti all’inizio del 1900. Sino ai primi decenni del Novecento, in occasione della festa il simulacro del Santo veniva adagiato su un carro trainato dai buoi e accompagnato da numerosi fedeli a piedi e a cavallo nel lungo pellegrinaggio verso Tharros, luogo in cui, secondo la passio, approdò lo stesso guerriero prima di dirigersi verso la capitale della provincia, Karales, e il luogo del martirio. La chiesa, che in origine dipendeva dalla parrocchia di San Sebastiano, divenendo autonoma nel 1930 ospitò il Gremio dei Congiolargios, l’antica corporazione dei Figoli, di cui si conserva ancora la Cappella dedicata alla Santissima Trinità. Di recente sono stati fatti dei lavori di ammodernamento degli arredi sacri, tra i quali spicca un nuovo pulpito marmoreo e l’intero presbiterio, opere del Maestro oristanese Carmine Piras. La parrocchia riveste da sempre nella comunità del quartiere un importante ruolo sociale, mantenendo sempre vivo quel legame particolare che contraddistingue gli abitanti dei brugus, gli agglomerati sorti fuori le mura.