Qualche cenno sull'argomento:

Percorso 1 – Strada Reale

La chiesa di Sant’Efisio sorge su una grotta, che affonda per nove metri nella roccia calcarea, ritenuta tradizionalmente la prigione dove Efisio fu rinchiuso prima di essere decapitato sulla spiaggia di Nora nel 303 d.C. nel 1726, su progetto dell’architetto piemontese Antonio Felice De Vincenti, venne innalzata la costruzione dell’Oratorio dell’Arciconfraternita. In seguito l’edificio fu modificato per adeguarlo al più moderno stile barocchetto piemontese; nel 1780 la vecchia chiesa fu demolita e la sua ricostruzione si concluse nel 1782. La facciata, delimitata da lesene ioniche, è spartita in tre ordini da cornici orizzontali. L’interno è a navata unica, voltata a botte, scandita da paraste e trabeazioni di gusto classico. Sui lati si aprono tre cappelle per parte; l’ampio presbiterio è sopraelevato e coperto da una cupola ottagonale su tamburo. L’arredo marmoreo conferisce all’interno un’impronta tipica moderna del gusto di fine settecento. L’altare maggiore, in preziosi marmi policromi, opera del marmoraro lombardo Giovanni Battista Franco, è datato 1786; mentre è del 1791 l’altare della cappella di Sant’Efisio, sulla destra. Qui è collocata la statua del santo, di un autore ancora ignoto, che ogni anno si porta in processione in occasione della famosa sagra del 1° Maggio. Nell’antica sacredstia è custodita la statua processionale del Lonis, databile al 1759. Nel 1798 fu eretto l’altare del Crocifisso nell’Oratorio dell’Arciconfraternita che, alla fine dell’Ottocento, fu annesso alla chiesa. La chiesa conserva dipinti di Francesco Costa, Domenico Colombino e del cagliaritano Sebastiano Scaleta. Fra le statue pregevole una scultura di ambito napoletano del XVII secolo raffigurante l’Ecce Homo.