Qualche cenno sull'argomento:

Tra le varie tipologie delle necropoli di età preistorica in Sardegna un caso particolare è rappresentato da quelle definite dagli studiosi come Domus a prospetto architettonico. In semplici parole si tratta di tombe di giganti interamente scolpite nella roccia. Questo tipologia di sepolture collettive, che assomma ad meno di un centinaio di casi, in realtà si mostra come una sorta di ripresa del più noto fenomeno delle sepolture nelle grotte artificiali, ricavate nelle pareti della morbida roccia in calcare e diffuso nel Neolitico Recente. In questo caso si tratta di una escavazione compiuta in un’epoca decisamente successiva e pertinente alla piena età del Bronzo quando le popolazioni nuragiche erano più avvezze alla costruzione di tombe più monumentali. Appare chiaro come l’intento sia stato quello di riprodurre, il più fedelmente possibile, l’aspetto esterno della tomba megalitica, da qui la presenza incisa del- la ‘stele centinata’, divisa appunto in riquadri architettonici, posta al centro dell’esedra. Qui si trova spazio anche il bancone per le assistere alle diverse funzioni. L’ambiente interno è solitamente più piccolo e di forma diversa con la presenza di piccoli ambienti laterali o nicchie. Anche nel caso di Ittiari la cronologia sembra confermare l’attribuzione al Bronzo medio (XVIII-XV sec. a.C.), con riusi nelle epoche successive. Un’altra caratteristica del tutto simile coeve tombe megalitiche.