Qualche cenno sull'argomento:

L’approvvigionamento idrico per svolgere le varie attività domestiche e lavorative veniva fornita tra alcune fonti presenti nel paese, tra cui soprattutto la Fonte de S’enu, l’attuale Funtana.

“Sul piede di una verdeggiante collina a dolce declive esiste la fonte de S’enu; scrive in una memoria del 1848 Agostino Arthemalle, un ingegnere del Genio Civile di Sassari- essa prospetta a tramontana ed è quasi cerchiata da tre lati di montagne rese a coltura e ricche di fonti fino alla sommità, com’è quella di Fissula”.

Intorno agli anni Quaranta del XIX secolo, a causa delle ricorrenti siccità, della deviazione delle vene , dello stato rovinoso della cisterna, si presentò un’emergenza idrica, dato che la fonte non erapiù in grado di garantire un apporto idrico sufficiente per la popolazione, allora costituita da 4600 abitanti. L’emergenza si tradusse subito in disagio sociale per questi ultimi, che dovevano recarsi in fonti esterne al centro abitato e che erano costretti a fare unghe file per le restanti fonti urbane, causa quindi di continue risse che portavano addirittura all’intervento dei Carabinieri. Si iniziò così la ricerca di fondi per superare tale crisi. Dato che la crisi economica della popolazione non permetteva di richiedere fondi alla popolazione, si pensò di:

  1. attingere ai fondi per la costruzione del Cimitero Comunale (fino ad allora situato accanto alla chiesa patronale), ma questo non fu possibile dato che le leggi sull’igiene pubblica stabilivano la costruzione al di fuori dei centri abitati.
  2. impiegare i fondi lasciati al Comune per la “scuola di latinità”, dato che da qualche tempo era stata soppressa.

Per studiare e quindi risolvere definitivamente il problema della fonte pubblica, si affidò l’incarico all’ingegnere Agostino Arthemalle, al quale fu affidato come primo compito il trovare tra le varie sorgenti del monte Cacau quella più adatta all’ approvvigionamento di acqua per la fonte. L’ingegnere propose la realizzazione di un piazzale in ciottolato, di un abbeveratoio e di un lavatoio così da far arrivare l’acqua nello stesso sito dei ruderi della fonte esistente e”quindi erigere su questi la nuova in forma quadrata con versanti a rubinetti in bronzo, per evitare nella scarsezza delle acque lo spreco”. Il totale della spesa prevista per i lavori ammontava a 6318 Lire, mentre il compenso all’ingegnere venne stabilito a 144 Lire. Vollero contribuire alcuni privati tra cui Antonangelo Cerchi Satta, ricco possedente di Bonorva, che si prendeva a cuore le esigenze della popolazione, e che per tale progetto volle donare 1440 Lire, lascito accettato con voto unanime dal Consiglio Comunale il 17 aprile 1852. Purtroppo, però, la somma non risultò sufficiente e le speranze di reperire in poco tempo i fondi si affievolirono e l’attesa si prolungò per altri 6 anni. Il via libera alla realizzazione arrivò il 12 giugno 1858, sotto l’amministrazione del medico Antonio Bichiri. Il progetto esecutivo fu preparato dall’ingegnere Sassernò che riprese, con leggere modifiche, quello di Arthemalle. Si aggiudicò l’appalto Giuseppe Ottimo, impresario di Quittengo (Biella) domiciliato a Pozzomaggiore. I lavori della fonte terminarono il 12 novembre 1861 ed impiegarono 4 manovali, 3 muratori e 2 tagliapietre. E’ facilmente intuibile la soddisfazione di un’intera popolazione che attese oltre 20 anni per tale realizzazione, anche se non esistono fonti sull’impatto estetico che ebbe su essa. A partire da quell’anno l’antica fonte de S’enu venne indicata dai bonorvesi semplicemente come Funtana. L’11 dicembre 1966, grazie alla determinazione del sindaco Tetti, la Giunta varò la realizzazione nella Piazza Funtana dell’Antiquarium, museo comunale all’aperto (affidato nella sua realizzazione al geom. Emidio Muroni) che aveva come finalità il deposito e la conservazione dei reperti trovati negli scavi di S. Andria e nelle campagne archeologiche organizzate intorno al paese.