Qualche cenno sull'argomento:

Difendere la piccola isola che si trova a sud-ovest della Sardegna, era in passato un vero e proprio problema sia per la sua collocazione geografica, che per le sue coste, spesso prese di mira dalle incursioni barbaresche. Si decise di erigere il primo fortino di avvistamento e di difesa nel 1738, ma solo nel 1768, venne iniziata la sua costruzione con pietra locale e blocchi di trachite; esso venne chiamato “Torre Vittorio” in onore del Principe Vittorio Amedeo III di Savoia, prossimo Re di Sardegna. Aveva lo scopo di difendere la zona sud, pianeggiante e di facile approdo. Quest’unica torre però non servì a difendere l’isola dall’invasione francese nel 1793, per cui la costruzione non fu più usata a tale scopo. Ancora oggi esiste nello stesso sito, in località Spalmadoreddu, un edificio sede dell’Osservatorio Astronomico, di notevole importanza scientifica, per la posizione favorevole occupata nella collina e la visibilità stellare che consente. Dopo il 1798 si sentì maggiormente l’esigenza di difendere l’isola per cui nel 1806 venne iniziata la costruzione di una cinta muraria che racchiudesse tutto il centro abitato. Nel 1806 iniziarono i lavori di costruzione del 1° fortino, in prossimità del lungomare, chiamato Emanuele in onore del Re. I lavori continuarono per tanti anni, perché il progetto prevedeva una cinta muraria impegnativa nella lunghezza, intercalata da fortini e da porte che venivano chiuse al tramonto e riaperte all’alba. L’opera fu completata solo nel 1914, anche se ormai la sua funzione era venuta meno. Dal 1816, infatti, le incursioni barbaresche si fecero meno frequenti per cui le torri, persero il ruolo di difesa cadendo così in stato di abbandono. Furono in parte messe in vendita e acquistate sia dal Comune che da privati cittadini, che le trasformarono in civile abitazione. Solo il forte “della Sanità” restò al Demanio per sistemarvi la Regia Guardia delle Gabelle, trasformato poi in Lazzaretto. Nel 1924 si stabilì di demolirlo e di utilizzarne le pietre per costruire la diga sul porto. Stesso destino subì anche il forte S. Carlo nel 1928. A demolire gli altri fortini ci pensò l’incuria e il tempo. Resta oggi visibile il Santa Teresa. Recentemente le mura esistenti sono state restaurate e vi è stata aperta un’ampia porta destinata al transito delle auto, segno dei tempi.