Qualche cenno sull'argomento:

Il Museo Paleontologico “E.A. Martel” fondato nel 1972 dal Gruppo Ricerche Speleologiche “E. A.
Martel”, e divenuto civico nel 1996 grazie alla donazione in comodato d’uso delle collezioni all’Amministrazione cittadina, sino al 2010 ospitato in città negli spazi di via Campania, è stato trasferito e riallestito in nuovi ampi locali, appositamente riconvertiti, nel padiglione delle vecchie Officine della Grande Miniera di Serbariu, dove gli sono destinati 1740 m2 totali con oltre la metà dedicati al percorso espositivo ed alla didattica. La collezione storica del Martel è stata implementata con importanti reperti, in originale ed in calco, di grande interesse scientifico, che hanno consentito di rinnovare completamente i criteri dell’allestimento
per il pubblico. Il tema centrale dell’esposizione, allestita negli ambienti del piano terra del “Museo dei Palaeo” Ambienti Sulcitani “E.A. Martel”, riguarda i bioeventi ed i geoeventi registrati nelle rocce del sudovest della Sardegna, con particolare attenzione verso i fossili in esse conservati. Qui, seguendo un generale criterio geocronolocico-stratigrafico, sono presentate rocce e fossili pertinenti al territorio del Sulcis-Iglesiente con un excursus temporale che va dal pre-cambriano sino all’attuale. Nel piano alto centrale è invece allestita la sezione dedicata alle paleobiodiversità, dove sono esposti reperti, proveniente da differenti località mondiali pur con frequenti riferimenti alla Sardegna, con una panoramica generale sugli organismi del passato documentata seguendo i criteri delle differenti classi tassonomiche. La parte centrale del piano terra ospita inoltre la sezione delle Estinzioni di Massa e Dinosauri con reperti fossili marini e continentali relativi al Mesozoico, tra i quali spicca il calco completo di un adulto di Tyrannosaurus rex.