Qualche cenno sull'argomento:

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Percorso 1 – Strada Reale

I frati Cappuccini già dal 1595 avevano fondato sulla collina ad ovest dell’Anfiteatro il loro primo convento sardo, dotato di una vasta estensione di terreno adibita ad orto, ed inglobando nei loro terreni alcune antiche cisterne. Nel 1867 parte del convento e 12.000 mq. dell’orto furono acquisiti dal Comune di Cagliari e trasformati in Casa di Riposo per gli anziani. Fin dal secolo scorso, l’orto attirò gli studiosi per la presenza di alcune monumentali cisterne scavate nella roccia calcarea, che furono per lungo tempo attribuite al periodo punico. Si trattava, invece, di antiche cave per l’estrazione di blocchi, aperte in età romana, forse durante la costruzione del vicino Anfiteatro (II sec. d.C.). In un periodo successivo, con opportune opere di impermeabilizzazione (intonacatura in cocciopesto, calce mista a cocci tritati), alcune di queste cavità furono adibite a cisterne. La più interessante è quella nota con il nome di Cisternone Vittorio Emanuele II, di forma alquanto articolata, con dimensioni maggiori di circa 47 metri di profondità e 32 metri di larghezza, per un’altezza media di circa 8 metri, poteva contenere fino a circa otto milioni di litri d’acqua. Nell’agosto 1997, varie prospezioni effettuate dal Gruppo Speleologico Centro Studi Ipogei Specus hanno consentito di appurare che la cisterna subì già in antico un’ulteriore trasformazione in carcere, come testimoniato dalla presenza di numerose anelle ricavate lungo tutte le pareti, alle quali venivano incatenati i prigionieri. Recentemente l’Amministrazione comunale ha programmato una serie di interventi che restituiranno ai cittadini l’uso di questo così significativo sito storico-culturale. Richiamando l’antica vocazione agricola del luogo, il primo lotto dei lavori ha comportato la realizzazione di un orto-giardino, in una rinnovata identità che vede l’insediamento di molteplici funzioni.