Qualche cenno sull'argomento:

La Società Operaia fu costituita a Bosa il 7 aprile 1867, per interessamento del Cav. Gavino Nino, massone, ex deputato, consigliere comunale della città e direttore del Regio Ginnasio. I dodici soci fondatori disponevano di uno statuto provvisorio che venne definitivamente approvato dalla Assemblea Generale e stampato a Genova in 400 copie nel 1868. Nata con lo scopo di fornire sostegno ai soci disoccupati o malati, alle vedove e agli orfani, garantiva un sussidio di vecchiaia ed erogava mutui in caso di bisogno. A partire dal 1882 si occupò anche di istruzione, il maestro Manca prestò la sua opera gratis per un intero anno, mentre nel 1903 la società si fece portavoce per la costituzione della scuola dell’agricoltura, così come aveva disposto con atti testamentari il Cav. Giovanni Antonio Pischedda socio ed ex Sindaco della città. Attualmente i soci sono 165 e la sua funzione sociale e culturale non si è esaurita. Interessante dal punto di vista storico e artistico il suo patrimonio: la sede della società dispone di un archivio dove vengono custoditi tutti i documenti storici, una bellissima cassaforte del XIX secolo con evidenti simboli massonici, una campana da tavolo con la raffigurazione delle guerre mondiali,
ma l’attrazione culturale maggiore è costituita dalle opere del pittore parmense Emilio Scherer fatto arrivare a Bosa dall’allora vescovo Cano. Otto dipinti incorniciano le pareti della sala, di cui due di grandi dimensioni, rappresentanti rispettivamente il Re Vittorio Emanuele III e la Regina Elena datato 1896, e Roma capitale d’Italia; il ritratto di Giuseppe Garibaldi e del primo presidente della società nonché 4 putti che identificano la pace, la giustizia, l’istruzione e il lavoro (1889) che sono sempre stati i principi fondanti della S.O.M.S.