Alghero è una cittadina sita nella Provincia di Sassari che conta circa 40 mila abitanti. La città presenta un fenomeno storico e linguistico considerevole da sei secoli, infatti, conserva quasi intatta la lingua, le abitudini, i costumi, le tradizioni popolari e religiose. Alghero, infatti, è considerata un’isola linguistica catalana, visto che circa il 40% della popolazione lo parla nella variante algherese. Questa lingua è riconosciuta dall’Italia come lingua minoritaria, infatti stà cominciando ad essere insegnata ed usata sul territorio. La cittadina è sita sulla parte Nord-Occidentale della Sardegna, nell’omonima rada. La sua collocazione è perfetta, visto che è compresa tra il Parco Naturale di Porto Conte, e la Riserva Marina di Capo Caccia-Isola Piana.

Visitare Alghero è come visitare un grande museo all’aria aperta; la città è divisa in due, la città vecchia ed il territorio. La città comprende le mura, con le quali Alghero si è identificata nel corso degli anni, e ancora oggi, pur essendo parzialmente distrutte, continuano ad essere importanti per il popolo algherese.

Importanti sono anche le sue chiese gotico catalane, o i magnifici palazzi. Una grande importanza però rivestono anche il Villaggio nuragico Palmavera, quello di S. Imbenia e la Villa Romana Sant’Imbenia. Un posto importante però va dato ad alcuni resti storici di grande rilievo, come le due grotte storiche, quella Verde e della Dragunara. Alghero come il resto della Sardegna ha una grande tradizione gastronomica; Alghero però mescola la cucina sarda a quella Catalana, unendo le sue buonissime verdure, al pesce, freschissimo vista la sua posizione.

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Alghero celebra la grande festa della cultura che si rinnova e migliora ogni anno e raccoglie attorno al patrimonio della città tantissima attenzione. L’edizione numero diciannove di Monumenti Aperti, nonostante l’emergenza sanitaria che ha imposto una rimodulazione dell’iniziativa in termini logistici e di fruizione, continua a rappresentare un motivo di forte valenza culturale per la città. Alghero tra le prime in Sardegna ha proposto Monumenti Aperti, mettendo in vetrina il suo unico patrimonio artistico, storico e culturale che racconta secoli di storia intrisi di una particolarità linguistica che attribuisce suggestione e interesse. Anche quest’anno la manifestazione, seppure in modalità mista, con l’apertura di 4 siti in presenza e l’organizzazione di 3 itinerari tematici, saprà confermare la sua potenzialità in prospettiva turistica e la sua capacità di unire studenti, insegnanti, volontari, imprese.

Informazioni Utili

I monumenti saranno visitabili gratuitamente nelle giornate di sabato 4 e domenica 5 dicembre secondo gli orari indicati nei singoli monumenti/itinerari.

  • Per gli itinerari si consigliano abbigliamento e scarpe comode;
  • le visite alle chiese saranno sospese durante le funzioni religiose;
  • è facoltà dei responsabili della manifestazione limitare o sospendere in qualsiasi momento, per l’incolumità dei visitatori o dei beni, le visite ai monumenti. In alcuni siti la visita potrà essere parziale per ragioni organizzative o di afflusso;
  • nel caso i turni non siano pieni, sarà possibile fare entrare i visitatori che non hanno prenotato fino ad esaurimento del turno;
  • in alcuni siti è prevista la visita in diverse lingue.

Informazioni e brochure della manifestazione anche in lingua straniera presso l’ufficio informazioni turistiche in Via Cagliari 2, Alghero.

Il racconto in diretta della XIX edizione locale di Monumenti Aperti ad Alghero si svolgerà sui canali Facebook

  • @alghero.monumentiaperti
  • @monumentiaperti
  • Instagram @algheroturismo

@MONUMENTI APERTI ONLINE
Informazioni sulla manifestazione e sui monumenti di Alghero anche sul sito ufficiale di Alghero Turismo https://www.algheroturismo.eu/

  • Diocesi di Alghero – Bosa
  • Ufficio Beni Culturali
  • Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Sassari e Nuoro
  • Fondazione G. Siotto
  • Aeronautica Militare – Distaccamento Aeroportuale di Alghero
  • Parco Naturale Regionale di Porto Conte
  • Istituto Comprensivo n.1
  • Istituto Comprensivo n.2
  • Istituto Comprensivo n.3
  • Liceo Classico Linguistico G.Manno
  • Liceo Scientifico E.Fermi
  • Istituto d’Istruzione Superiore A. Roth
  • IPSAR Alberghiero
  • Cooperativa Itinera
  • Cooperativa Mosaico
  • Cooperativa Silt
  • Associazione Nel Vivo della Storia
  • Associazione Volontari Pensiero Felice Onlus
  • Associazione Laboratorio delle Strategie

Testi a cura di Don Antonio Nughes, Pietro Alfonso, Giuseppe Calaresu, Fabio Caria, Alessandra Carlini, Irene Dettori, Marco Milanese, Antonio Pinna, Antonio Serra, Carmelo Spada

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I monumenti

L’Associazione Volontari Pensiero Felice Onlus è a disposizione per accompagnare le persone con disabilità per la visita ai monumenti accessibili nella giornata di sabato 4 dicembre dalle 15:00 alle 18:00 e domenica 5 dicembre dalle 10:00 alle 13:00.
Per prenotare il servizio di accompagnamento contattare il cell. +39 339 384 2790.

Gli itinerari

I contributi digitali

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Cuguttu. Archeologia di un territorio

Il sito archeologico di Cuguttu si trova nel quartiere della Pietraia nella zona nord di Alghero, nota anche con il nome Taulera.
Il territorio presenta rocce carbonatiche risalenti al Giurassico medio con cristallizzazione di calcite e varie stratificazioni di roccia dura-compatta e friabile lavorabile. Dal punto di vista botanico sono presenti piante di fico, asfodelo, ilatro, costolina su roccia calcarea e rovi.
Dai primi anni del Novecento vennero ritrovati nelle Domus de Janas di Cuguttu diversi reperti archeologici appartenenti alla cultura di Bonnanaro, Campaniforme e Ozieri oggi conservati al MAN di Cagliari (Museo Archeologico Nazionale di Cagliari) e al MŪSA (Museo Archeologico di Alghero) tra cui un vaso con decorazioni a pettine ed un teschio trapanato.

Narrazione virtuale a cura dell’Istituto Comprensivo 2 – Scuola Media Via Malta – classi 3F – 3G – 3H

Il Cimitero di San Michele o fossar de San Miguel

Durante questi lavori è stato rinvenuto il vecchio cimitero della città fortificata (detto fossar) e gli scavi archeologici del 2008 hanno riportato alla luce oltre 600 sepolture, molte delle quali di tipo collettivo, a conferma dell’evento storico della pestilenza che colpì la città nel 1500. Tra le sepolture spiccano alcuni suggestivi gruppi familiari.

Narrazione virtuale a cura dell’Istituto Comprensivo 2 – Scuola Media Via Tarragona – classi 2A- 2B- 2C- 2D 

Au cours de ces travaux, l’ancien cimetière de la ville fortifiée (connu sous le nom de fossar) a été découvert. Les fouilles archéologiques menées en 2008 ont mis au jour plus de 600 sépultures, dont beaucoup sont collectives, confirmant l’événement historique de la peste qui a frappé la ville en 1500. Parmi les sépultures, certains groupes familiaux suggestifs se distinguent.

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During these works, the old cemetery of the fortified city (called fossar) was discovered and the archaeological excavations of 2008 brought to light more than 600 burials, many of them collective, confirming the historical event of the plague that struck the city in 1500. Among the burials stand out some suggestive family groups.

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Lo Quarter

Il principale edificio dell’area era, in passato, un antico collegio Gesuita, i cui lavori di realizzazione risalgono al 1589.
Il collegio, fondato dal capitano Gerolamo Ferret, consiste in un corpo a pianta longitudinale, di cui si conservano circa i due terzi; la testata finale, bombardata durante la Seconda Guerra mondiale, è stata restaurata e presenta un contrafforte ad arco: secondo alcuni studiosi in esso potrebbe individuarsi la porta di una torre della scomparsa cinta medievale della città.
I lavori di restauro e di riqualificazione sono iniziati nel 2006 e al suo interno sono stati salvaguardati alcuni elementi architettonici: volte e archi a tutto sesto, ornamenti decorativi in ​​stucco costituiti da lesene, cornici, medaglioni sono ancora visibili presso la sala d’ingresso e la scala.
Nel 1773, quando i Gesuiti lasciarono Alghero, il Collegio fu chiuso e fra gli usi successivi del vasto immobile è da segnalare quello ottocentesco di Caserma dei Carabinieri, che ha dato il nome a quest’area; infatti Lo Quarter significa Caserma.
Oggi l’edificio ospita diverse sale espositive, una sala conferenze e la Biblioteca di San Michele.

Narrazione virtuale a cura delle classi II A – II C dell’Istituto Comprensivo 2 Alghero, Scuola Media “Grazia Deledda” 

Le bâtiment principal de la zone était autrefois un ancien collège jésuite, dont la construction remonte à 1589.
Le collège, fondé par le capitaine Gerolamo Ferret, est constitué d’un bâtiment longitudinal, dont les deux tiers environ sont conservés ; la dernière tête, bombardée pendant la Seconde Guerre mondiale, a été restaurée et présente un contrefort en arc : selon certains spécialistes, il pourrait s’agir de la porte d’une tour de l’enceinte médiévale perdue de la ville.
Les travaux de restauration et de réaménagement ont commencé en 2006 et certains éléments architecturaux ont été préservés à l’intérieur : voûtes et arcs arrondis, ornements décoratifs en stuc composés de pilastres, corniches, médaillons sont encore visibles dans le hall d’entrée et l’escalier.
En 1773, lorsque les jésuites ont quitté Alghero, le collège a été fermé et parmi les utilisations ultérieures du vaste bâtiment, on trouve la caserne des carabiniers du XIXe siècle, qui a donné son nom à la zone ; en fait, Lo Quarter signifie Barracks.
Aujourd’hui, le bâtiment abrite plusieurs salles d’exposition, une salle de conférence et la bibliothèque San Michele.

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The main building of the area was, in the past, an ancient Jesuit college, whose construction works date back to 1589.
The college, founded by Captain Gerolamo Ferret, consists of a body with a longitudinal plan, of which are preserved about two thirds, the final head, bombed during the Second World War, has been restored and has an arch buttress: according to some scholars in it could be identified the door of a tower of the disappeared medieval city walls.
The restoration and redevelopment works started in 2006 and inside it some architectural elements have been preserved: vaults and round arches, decorative stucco ornaments consisting of pilasters, cornices, medallions are still visible at the entrance hall and the staircase.
In 1773, when the Jesuits left Alghero, the College was closed and among the subsequent uses of the vast property is to report the nineteenth-century Carabinieri Barracks, which gave its name to this area; in fact the Quarter means Barracks.
Today the building houses several exhibition halls, a conference room and the Library of San Michele.

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Museo Casa Manno

La personalità e autorevolezza di Giuseppe Manno sono il sigillo e il viatico che guidano attraverso le diverse sezioni del museo, e ogni sala offre spunti di riflessione o suggestioni d’immagini, di luoghi e di suoni di un passato in cui il Regno di Sardegna aveva un ruolo centrale nel processo di formazione nazionale della Storia italiana.
L’associazione Laboratorio delle Strategie attraverso il progetto “Eppoi?” (Cosa fare dopo la fine del ciclo scolastico) continua a far partecipare persone con disabilità alla vita sociale e culturale della città.

Narrazione virtuale in LIS a cura dell’Associazione di Volontariato Laboratorio delle Strategie

Il Grand Hotel Esit

Il clima socio culturale che ha portato alla realizzazione del Grand Hotel Esit di Alghero e le manifestazioni più importanti che hanno coinvolto la struttura e la sua organizzazione.

Narrazione virtuale a cura dell’IPSAR Alberghiero – classi 4 e 5 corso Accoglienza