“In cinque anni in Europa siamo arrivati a una revisione totale del quadro sulle politiche culturali che oggi è totalmente rinnovato e si fonda sui seguenti principi: approccio integrato e centrato sulle persone e le comunità, fine della separazione tra tangibile, intangibile e digitale, partecipazione e condivisione delle responsabilità, consapevolezza che le politiche sul patrimonio culturale sono generatrici di valore”

Così è intervenuta Erminia Sciacchiatano della Direzione Cultura della Commissione Europea e Chief Scientific Advisor dell’Anno europeo del patrimonio culturale (2018) durante il convegno “Italia Europa. Le nuove sfide per l’educazione al patrimonio culturale”, promosso e organizzato dal Mibac che si è tenuto a Roma il 20 e 21 giugno. Le dichiarazioni della Sciacchitano si sono concluse con un’osservazione positiva in riferimento al fatto che circa il 20% dei maturandi di quest’anno ha scelto la traccia sul patrimonio culturale:

E’ stato un momento di gioia aver letto che il 20 per cento dei ragazzi, cioè 109 mila studenti, abbiano scelto di svolgere il tema sul patrimonio culturale. E’ un risultato del lavoro che abbiamo fatto. Vuol dire che c’è speranza di evitare di vivere un eterno presente che ci costringe a prendere decisioni sulla base dei tweet e si può invece cominciare a recuperare un po’ più di profondità nella storia

Al convegno è intervenuta anche l’ex europarlamentare Pd, Silvia Costa: “Non vanno perse le reti formali e informali e il dialogo che hanno permesso negli ultimi dieci anni una crescita della dimensione culturale delle politiche europee. Se ciò avvenisse sarebbe a rischio l’intero progetto europeo”

 

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