Il manager dei beni culturali deve sapersi muovere tra diversi contesti disciplinari ed essere in grado di dialogare con soggetti eterogenei, pubblici o privati. E in questa missione si trova a fare i conti con una rete di attori e portatori di interesse che diventa sempre più fitta e complessa. È proprio la “complessità” la parola chiave del lavoro di gestione del patrimonio, che la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali è chiamata, fin dalla sua istituzione da parte del Mibact, a promuovere e facilitare attraverso attività formative e interventi sul campo.

Attraverso la firma dell’accordo con l’Anci, la Fondazione punta a rafforzare la sua capacità di intervento in quegli ambiti dove gli enti locali si trovano a svolgere un ruolo insostituibile nella gestione del patrimonio culturale, anche se non sempre adeguatamente supportati da mezzi e competenze specifiche.

In base all’accordo sottoscritto, sarà possibile istituire specifici corsi di formazione rivolti a funzionari, amministratori e gestori del patrimonio culturale locale, mentre la Fondazione potrà contare su una rete capillare che consentirà di esportare le proprie competenze anche verso i luoghi meno centrali del sistema culturale nazionale.

Attraverso specifiche attività di formazione e trasferimento di competenze, la Fondazione punta così a diventare un partner strategico per la valorizzazione del patrimonio diffuso nei  territori della Penisola.

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