Europa Nostra – la voce europea della società civile impegnata nella tutela del patrimonio culturale – e la sua organizzazione partner, l’Istituto della Banca Europea per gli Investimenti, hanno annunciato i monumenti ed i siti del patrimonio culturale più a rischio in Europa per il 2020 e che necessitano di un piano d’azione di recupero.

Grazie alla segnalazione e candidatura effettuata da parte di Imago Mundi, già vincitore del Premio Europa Nostra nel 2018 per Monumenti Aperti e partner della rete di membri e organizzazioni associate a Europa Nostra, il Castello di Sammezzano, a pochi minuti da Firenze, è stato indicato tra i “7 Most Endangered”, i 7 beni del patrimonio culturale europeo considerati tra i monumenti più a rischio nel 2020 e dunque da sostenere, mobilitando soggetti pubblici e privati affinché ne venga garantito il recupero.

Imago Mundi ha infatti accolto con entusiasmo la richiesta di aiuto del movimento civico Save Sammezzano, promotore di una campagna di sensibilizzazione internazionale per ottenere tutela, valorizzazione e fruibilità pubblica del bene monumentale. Un risultato molto importante anche perché si tratta dell’unico bene culturale italiano ad essere stato selezionato da Europa Nostra, che prevede ogni due anni la selezione di 7 siti del patrimonio culturale europeo più a rischio.

Il Castello di Sammezzano è uno storico edificio di straordinaria bellezza, esempio di stile eclettico e della corrente orientalista della fine del XIX secolo, divenuto vittima dell’incuria e del vandalismo che si sta ulteriormente deteriorando. Già nella precedente edizione del “7 Most Endangered”, è stato l’unico sito culturale italiano giunto nella fase finale. In questa 5° edizione, il Castello di Sammezzano, e il Parco Archeologico di Sibari, in Calabria, sono gli unici due siti culturali italiani selezionati da Europa Nostra per il programma 7 Most Endangered 2020, ma il Castello toscano è stato selezionato tra i 7 più a rischio.

Gli altri sei siti che parteciperanno al programma sono: National Theatre of Albania (Albania), Castle Jezeří (Repubblica Ceca), Y-block – Government Quarter (Norvegia), Szombierki Power Plant (Polonia), Belgrade Fortress and its surrounding (Serbia), Plečnik Stadium (Slovenia).

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Gli esperti rappresentanti di Europa Nostra e dell’Istituto della Banca Europea per gli Investimenti, insieme alle organizzazioni che hanno nominato i siti ed altri partner, visiteranno i siti elencati e si incontreranno con i principali portatori di interesse. Questi team multidisciplinari forniranno la consulenza di esperti, identificheranno possibili fonti di finanziamento ed aiuteranno a mobilitare un ampio supporto per salvare questi luoghi storici.

Il presidente di Europa Nostra, il Prof. Dr. Hermann Parzinger, ha dichiarato:

L’elenco dei 7 Most Endangered 2020 comprende un’ampia varietà di siti del nostro patrimonio che si trovano ad affrontare diversi tipi di gravi minacce. Tutti questi tesori raccontano una storia europea che fa parte della nostra cultura e storia comuni. Inserendoli nella nostra lista, stiamo inviando un forte messaggio di solidarietà alle comunità locali e agli attivisti: “i vostri sforzi per salvare questi siti sono supportati dal nostro grande movimento per la tutela del patrimonio europeo”.

Il decano dell’Istituto della Banca Europea per gli Investimenti, Francisco de Paula Coelho, ha dichiarato:

“Ancora una volta, il BEI Institute è orgoglioso di supportare il programma 7 Most Endangered. Mettendo questi siti sotto i riflettori, il programma svolge un ruolo fondamentale nella protezione di quelle che sono le maggiori risorse dell’Europa: la sua diversità culturale e il suo patrimonio “.

I 7 siti più minacciati per il 2020 sono stati selezionati dal Consiglio di Europa Nostra. La selezione è stata effettuata considerando l’eccezionale importanza per il patrimonio ed il valore culturale di ciascuno dei siti, nonché sulla base del rischio imminente che gli stessi si trovano ad affrontare. Il livello di impegno delle comunità locali e dei portatori di interesse pubblici e privati nel voler salvaguardare questi siti, sono stati inoltre considerati valori aggiunti di fondamentale importanza. Un altro criterio su cui si è basata la selezione è stato il potenziale di questi monumenti nel divenire catalizzatori di uno sviluppo socio-economico sostenibile, per le località in cui sono ubicati e per il territorio circostante.

Lo scopo del programma 7 Most Endangered, portato avanti da Europa Nostra in collaborazione con l’Istituto della Banca Europea per gli Investimenti, supportato da Europa Creativa dell’Unione Europea, è quello di fornire valutazioni indipendenti e proporre linee guida e raccomandazioni per le azioni da intraprendere. Il programma fa parte di una campagna della società civile per salvare il patrimonio europeo a rischio, inoltre aumenta la consapevolezza, prepara valutazioni indipendenti e propone raccomandazioni per le azioni da intraprendere. Pur non garantendo finanziamenti diretti, l’inclusione di un sito nell’elenco spesso funge da catalizzatore e incentivo per ottenere il sostegno pubblico o privato necessario, comprese forme di finanziamento.

E’ il più importante esempio di architettura eclettica d’Italia, raro esempio di architettura orientalista dell’800, per molti considerato il castello più bello. Negli ultimi anni è divenuto uno dei monumenti nostrani più amati e discussi, chiuso al pubblico e in stato di abbandono da quasi un trentennio, per di più la sua struttura architettonica si sta drammaticamente aggravando.
Questo castello riccamente decorato nel cuore della Toscana continua a trovarsi a rischio di decadimento, come già emerso dalla sua inclusione nella preselezione per i 7 Most Endangered nell’edizione del 2016.
L’impressionante edificio è molto amato in quanto esempio architettonico rarissimo in Europa, per la sua eclettica combinazione di diversi stili artistici, tipica della corrente Orientalista che si sviluppò nella seconda metà del XIX secolo, all’epoca della sua trasformazione.
La forte influenza dell’architettura islamica è infatti molto evidente, con la massiccia presenza di intrecciati stucchi bianchi, colori accesi e motivi geometrici che ne decorano riccamente gli interni.
Il castello è degno di attenzione anche per l’enorme parco che lo circonda, grande 190 ettari e caratterizzato da una grande varietà di specie arboree, tra le quali 57 sequoie giganti.
La mancanza di una manutenzione adeguata, atti di vandalismo e furti ne minacciano il futuro, conseguentemente le sue condizioni strutturali vanno aggravandosi anno dopo anno. Molti dei suoi eccezionali elementi decorativi rischiano quindi di essere perduti per sempre.

RASSEGNA STAMPA

A cura di Giuseppe Murru e Stefania Cotza (Ufficio stampa Imago Mundi)