Bergamo e Brescia saranno “Capitali italiane della cultura” per l’anno 2023. Sarà un’occasione di rilancio per le due città, storicamente rivali, ricche di storia e cultura, duramente colpite dalla pandemia. Per ora si ha l’approvazione solo della Camera, il prossimo step è l’ok del Senato.

Dopo che il Decreto Rilancio ha previsto che il titolo di Capitale italiana della cultura conferito alla città di Parma per l’anno 2020 sarà riferito anche all’anno 2021, di conseguenza la procedura di selezione per l’anno 2021 in corso si intende riferita all’anno 2022.
I Comuni, le Città metropolitane e le Unioni di Comuni hanno tempo sino al 31 luglio per presentare i dossier di candidatura. La Giuria esaminerà le candidature regolarmente pervenute ed entro il 12 ottobre 2020 selezionerà un massimo di 10 progetti finalisti ed entro il 12 novembre 2020, raccomanderà al Ministro per i beni e le  attività culturali e per il turismo la candidatura del Comune, della Città metropolitana o dell’Unione di Comuni ritenuta più idonea a essere insignita del titolo di “Capitale italiana della cultura” per l’anno 2022.

Un emendamento al decreto Rilancio approvato dalla commissione Bilancio della Camera ha dato l’ok per conferire alle città di Bergamo e Brescia il titolo di Capitali italiane della Cultura 2023. Si attende ancora lo step successivo, ovvero il passaggio al Senato, che permetterà la conversione in legge del decreto. Si tratterà di una nomina straordinaria, dato che il titolo verrà assegnato senza che le due città abbiano partecipato al bando di selezione previsto per il prossimo anno. Lo scorso maggio, le due città storicamente rivali avevano annunciato l’intenzione di candidarsi insieme per concorrere al titolo, come segno di rinascita dopo la sofferenza causata dalla pandemia. La nomina straordinaria di Bergamo e Brescia a Capitali Italiane della Cultura 2023 arriva quindi come un segno di speranza per far ripartire le due città, tra le più colpite in Italia dall’emergenza sanitaria.

 

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