Giovedì 14 gennaio si è aperta la prima giornata di audizioni delle dieci città finaliste in gara per il titolo di Capitale italiana della cultura 2022. A rompere il ghiaccio la città di Ancona, seguita da Bari, Cerveteri, L’Aquila e Pieve di Soligo. Venerdì 15 gennaio sarà la volta delle altre cinque in lizza: Procida, Taranto, Trapani, Verbania e Volterra. Si tratta di un riconoscimento che dal 2014 ha acquisito sempre maggiore rilevanza tanto che ormai i dossier di candidatura sono sempre più articolati e supportati da team di altissimo livello.

La Capitale italiana della cultura è stata istituita nel 2014 e ha tra gli obiettivi quello di sostenere, incoraggiare e valorizzare l’autonoma capacità progettuale e attuativa delle città, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione, la creatività, l’innovazione, la crescita e lo sviluppo economico. Il titolo di Capitale italiana della cultura è conferito per la durata di un anno e la città vincitrice riceverà un milione di euro. Negli anni precedenti il titolo è stato assegnato alle Città di Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena nel 2015; Mantova nel 2016; Pistoia nel 2017, Palermo nel 2018 (nel 2019 ha coinciso con Matera Capitale europea della cultura).
Parma è, invece, la Capitale italiana della cultura 2020 che è stata prorogata al 2021 dal Dl Rilancio. Lo stesso Decreto ha inoltre stabilito che la procedura di selezione per l’anno 2021, in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, si intende riferita all’anno 2022. Il Dl Rilancio ha anche proclamato, in segno di solidarietà per le vittime della pandemia, Bergamo e Brescia Capitali italiane della Cultura per il 2023.

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