Imago Mundi, l’ente che coordina la rete del progetto nazionale Monumenti Aperti, aderisce a La Sardegna verso l’UNESCO. Siglato a Cagliari il protocollo d’intesa tra le due associazioni per la valorizzazione del sistema nuragico come unicum a livello mondiale. Prevista una manifestazione a carattere regionale “dedicata alla valorizzazione delle specificità architettoniche, di insediamento e infrastrutturali del patrimonio culturale nuragico della Sardegna e della sua storia”. 

Imago Mundi sostiene il procedimento di nomina nella Lista del Patrimonio dell’Umanità Unesco dei Monumenti della Civiltà Nuragica. La Sardegna verso l’UNESCO ha infatti presentato istanza alla Commissione Nazionale Italiana Unesco, presso il Ministero degli Esteri della Repubblica Italiana, affinché il progetto venga inserito nella Tentative List dell’annualità in corso.

La collaborazione tra le due associazioni “si realizzerà in particolare attraverso l’organizzazione e la promozione di una iniziativa pubblica congiunta” a carattere regionale, con modalità e date da stabilire.

“Accogliamo con estremo favore un altro importante partner che camminerà con noi verso l’Unesco. Spiega Michele Cossa, Presidente dell’Associazione. Le competenze maturate nel corso degli anni da Imago Mundi saranno il miglior alleato per portare avanti una battaglia condivisa a tutti i livelli e capace di mettere in moto un meccanismo virtuoso che porterà, in prospettiva, a nuove forme di sviluppo economico per la Sardegna. Il Protocollo d’intesa pone le basi per una collaborazione duratura, concreta, improntata sull’efficacia e l’efficienza di un progetto che punta a far conoscere la Sardegna nel mondo”.

“Il progetto Monumenti Aperti è avviato quest’anno verso la sua venticinquesima edizione. Afferma Massimiliano Messina, presidente di Imago Mundi. Salutare il 2021 con l’adesione a un’iniziativa importante come La Sardegna verso l’Unesco, è per la nostra organizzazione fonte di energia e speranza, a dispetto della emergenza sanitaria con le cui difficoltà siamo ancora costretti a confrontarci. E’ ormai un quarto di secolo che Monumenti Aperti si prodiga per far scoprire, valorizzare e promuovere i segni e le testimonianze del passato, per rafforzare l’identità collettiva e il senso di appartenenza alle comunità e ai territori, specialmente nelle nuove generazioni, perché la conoscenza della memoria storica possa proiettarsi verso il futuro. E la civiltà nuragica con il suo patrimonio archeologico rappresenta per la comunità sarda un potente mezzo di identificazione con le proprie radici. Essere parte di un progetto che mira al definitivo riconoscimento internazionale del suo inestimabile valore, dentro una rete di partenariato composita e molto qualificata, non può che significare per noi un’ulteriore spinta e stimolo”.

Il progetto è ormai esso stesso patrimonio della Sardegna, se si considera che nel corso dei mesi passati ha ottenuto il sostegno – oltre che del mondo politico, Giunta, Consiglio regionale e la quasi totalità dei Comuni sardi (oltre 300 comuni su 377) – del mondo accademico e scientifico, con le Università di Cagliari e Sassari, il Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Cagliari, il Centro di Ricerca Crs4 e il Dass (Distretto aerospaziale della Sardegna) schierati in prima linea. Un sostegno trasversale che trova spazio in tutti gli ambiti della società civile (volontariato, associazionismo) e che si è concretizzato anche nell’intesa tra l’Associazione e il mondo delle imprese, che, unito, ha dato sostegno convinto all’iniziativa, l’Ufficio scolastico regionale, le Associazioni dei sardi nel mondo (FASI), la rete delle Pro loco. Recentemente hanno aderito con un protocollo a La Sardegna verso l’Unesco altri due enti importanti come il FAI Sardegna e la Fondazione Sardegna Film Commission.