Ozieri (10.682 abitanti) è una delle più importanti città del Nord Sardegna. Il suo territorio è popolato sin dalla preistoria.  Una delle più rilevanti culture della Sardegna prenuragica (seconda metà del IV millennio a.C.) detta cultura San Michele o Ozieri prende il nome dalla grotta di San Michele dove sono stati fatti importanti ritrovamenti. Nel territorio ozierese sono presenti testimonianze della civiltà nuragica quali nuraghi (circa 120), tombe dei giganti e pozzi/fonti sacre.
Nell’età romana Ozieri acquista ulteriormente importanza, poiché diviene crocevia delle strade che collegavano Karales, Turris Lybissonis e Olbìa: ne sono testimonianza i ritrovamenti di cippi miliari e la presenza del ponte detto: Pont’Ezzu.
Nel medioevo la zona acquisisce grande importanza con numerosi insediamenti come il villaggio di Bisarcio, sede vescovile fino al 1503, di cui si conservano i resti di oltre 120 abitazioni, i ruderi della cittadella vescovile  e  la chiesa di Sant’Antioco, uno dei più bei esempi  di arte romanica in Sardegna.
Nel ‘500 un pittore noto come Maestro di Ozieri realizza per alcune chiese del Nord Sardegna pregevoli opere in stile manieristico: due sue tavole sono oggi custodite presso il Museo Diocesano di Arte Sacra. Nel 1836 Ozieri viene elevata al rango di città con regio decreto  dal re Carlo Alberto. Dal punto di vista urbanistico e architettonico il centro storico o è contraddistinto da palazzi a quattro-cinque piani, con pregevoli esempi di architetture neoclassiche caratterizzati dalle tipiche altane, sorta di loggiati costituiti da coperture rette da colonne, aperti unicamente verso il fronte principale e posti a coronamento di gran parte degli edifici.  Sono ben conservate alcune abitazioni di epoca gotico-catalana, conosciute come “case spagnole”.
Ozieri da sempre può vantare una lunga storia nello studio e nella tutela della lingua sardo-logudorese.
Sono numerosi i suoi cittadini che hanno contribuito con le loro opere a fondare questa tradizione: il nobile Francesco Ignazio Mannu, autore dell’inno “Su Patriottu sardu a sos feudatarios”, il gesuita Matteo Madau, insigne studioso di lingua e cultura sarda, il frate gesuita Gavino Achena, cui sono attribuiti i versi di “Tancas serradas a muru”, i poeti improvvisatori Pirastru, Morittu e Cubeddu.
Nel segno di questa tradizione la città è sede  del più antico e famoso premio di letteratura Sarda. Ozieri è inoltre conosciuta per le sue eccellenze gastronomiche tra cui il Pane Fine (noto in italiano come spianata) e i caratteristici dolci Copuletas e Sospiri, a base di pasta di mandorle.
Numerose sono le manifestazioni che si svolgono nel corso dell’anno quali la sagra della “Beata Vergine del Rimedio”  (nel mese di settembre) principale festa religiosa della città, la notte bianca “Su trinta ‘e Santu Andria” (a fine novembre) dedicata al vino e alla tradizione culturale ed enogastronomica locale e la fiera zootecnica e agroalimentare del mese di aprile.

Il sito ufficiale del comune di Ozieri

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