Project Description

La produzione storica del vino nel territorio di Neoneli è documentata attraverso alcuni palmenti rupestri, chiamati lacos (vasche) o lacos de catzigare (vasche per la pigiatura). Dagli studi eseguiti l’uso dei palmenti di Neoneli potrebbe essere cominciato almeno nel II sec. a.C. e proseguito poi attraverso il Medioevo, fino ai giorni nostri.
Fra i manufatti censiti in questo territorio, il tipo di impianto più comune è costituito da un sistema di due vasche – la vasca di pigiatura e la vasca di raccolta – scavate ognuna in un unico blocco di pietra finemente scolpito. La vasca di pigiatura, munita di un beccuccio o di un foro di scolo, risulta posizionata sempre a una quota più elevata rispetto alla vasca di raccolta, così da facilitare il deflusso del liquido di spremitura. La vasca di raccolta, collocata in senso trasversale rispetto alla vasca di pigiatura, presenta di solito forma rettangolare.
In alcuni casi questi manufatti risultano addossati a costruzioni quadrangolari di pietre a secco, chiamate Arcivos, funzionali allo stoccaggio dell’uva in attesa di essere pigiata.
Questi antichi impianti sono stati rinvenuti in diverse località del territorio, quali: Liori, Sa Perda Accutzadorgia, Sa Punta de Liori, Serra ’e Ingia, Trattales, Costa ’e Lacu, Marrusa, Mrachedda.
Fra le vasche censite si notano delle differenze stilistiche legate soprattutto alle dimensioni e all’accuratezza nella lavorazione. Relativamente al materiale costruttivo, è stata notata una preferenza nell’utilizzo della trachite piuttosto che il granito per l’escavazione degli impianti, essendo una roccia facilmente lavorabile.

Foto di Aurelio Candido