Qualche cenno sull'argomento:

DENTRO LE MURA

Posta alla confluenza della Piazza Azuni con il Corso Vittorio Emanuele, Casa Tomè si eleva su quattro piani. Al terreno si apre il portale centinato, inquadrato da due lesene ioniche e un’aggettante cornice modanata; segue il piano primo, libero da qualsiasi decorazione.
Il secondo piano e il terzo sono uniti da una paramento a fasce bugnate orizzontali ed è scandito
in quattro specchi da cinque lesene parimenti bugnate, con quattro balconi con ringhiere in ferro battuto al piano secondo e altrettanti poggioli dall’elaborate ringhiere in ferro all’ultimo piano. Il secondo piano è occupato interamente dal grande appartamento padronale, con un’ala di parata composto da galleria, studio e sala di ricevimento. Il recente restauro restituisce agli interni le cromie e le decorazioni a stucco d’epoca creando un’atmosfera da “Belle Epoque”. L’immobile nella seconda metà dell’Ottocento appartenne al Barone Cesare Giordano Apostoli (Sassari 1832 – Civitavecchia 1920) e poi al fratello Andrea Giordano Apostoli (Sassari 1833 – Venezia 1924). A metà Anni Venti del Novecento fu acquistato dal Commendator Giuseppe Tomè (Sassari 1890
– Bogliasco, GE, 1966), commerciante e collezionista d’arte, che alla morte nominò suo erede il Comune di Sassari.