Qualche cenno sull'argomento:

La chiesa di Sibiola intitolata a Santa Maria è uno dei capolavori di arte romanica edificati in Sardegna ad opera dei Vittorini. L’edificio è ascrivibile al primo quarto del XII secolo (1125 ca.), anche se pare esistesse una pietra della colonna vicina all’altare con incisa la data 1086, andata poi perduta nel restauro del 1964. L’impianto è a due navate con absidi perfettamente orientate a Est. La navata Nord è leggermente più stretta di quella Sud ed entrambe sono voltate a botte. Il fianco nord presenta una scala pensile per l’accesso al piano superiore, si tratta di mensoloni litici infissi nel muro che ricordano le scalinate interne dei nuraghe. La facciata è costituita da conci squadrati in pietra trachitica che creano una certa vivacità di colori, in passato culminava con un campanile a vela di cui oggi restano solo i conci basali, essendo stato distrutto da un fulmine nel 1963, ma le campane erano già assenti perché a quanto sembra furono trafugate nel 1800. Al centro della facciata appare un circolo bicromo a raggi radianti e al suo fianco si può notare un concio di dimensioni maggiori con una scritta, ormai consumata dal tempo in cui è incisa l’espressione in nomine Domini et Marie (nel nome del Signore e di Maria). Nella facciata, alle due estremità, sono presenti due bacini, in origine ceramici riportati poi orizzontalmente anche nella parte superiore rifinita da un’archeggiatura che accompagna tutti i lati. All’interno le due navate presentano una volta a botte. Per quanto riguarda l’arredo, nella navata maggiore è presente un unico altare sovrastato da un crocifisso ligneo, mentre nell’abside minore, in una nicchia, sta la piccola statua di Sant’Anna con Maria bambina, rinvenuta nelle campagne circostanti.