Qualche cenno sull'argomento:

È situata in una raccolta piazzetta nelle vicinanze della chiesa parrocchiale di Maria Vergine’Assunta. Il primo impianto, del 1600, demolito nel 1949, fu riedificato nel 1950 in stile neogotico. Presenta una facciata a cuspide, con un bel rosone traforato e, sul lato destro, il campanile a vela. Sopra il portale a doppio battente è una lunetta con l’immagine del Santo. Ai lati dell’unica navata si aprono due cappelle con volta a crociera cordonata e una piccola gemma centrale; in quella di sinistra è collocata la statua della Madonna del Carmelo. Nell’altare principale è il simulacro del Santo, forse risalente al XVIII secolo. Nella sacrestia sono conservati pregevoli arredi sacri, del XVIII-XIX secolo. Interessante anche un ex-voto con l’immagine della Madonna d’Itria e di Sant’Efisio, raffigurante il salvataggio di un uomo in procinto di annegare nel fiume di Pula (1883). La chiesa è sede della confraternita di Nostra Signora d’Itria, che vi conserva il proprio archivio comprendente lo statuto del 1776 e un antico elenco dei soci. La confraternita cura le attività devozionali e l’organizzazione annuale della festa del santo titolare (16-17 gennaio), con l’accensione de “su fogadoni” e la rituale benedizione degli animali. Anche oggi la festa di Sant’Antonio è un appuntamento religioso importante, ricco di suggestione, e rimane sempre viva l’antica usanza di portare a casa un piccolo tizzone ardente (su muntzioni) al quale la devozione popolare attribuisce proprietà taumaturgiche, soprattutto per gli animali, alleviandone con il contatto i dolori e le sofferenze fisiche.