Qualche cenno sull'argomento:

Percorso blu

La chiesa di Sant’Eulalia appare già documentata nel 1371 come parrocchiale dell’appendice di Lapola, termine allora usato per indicare l’attuale quartiere storico della Marina. Le forme odierne dell’edificio son dovuta soprattutto ai pesanti interventi di restauro operati nel 1919 dall’Ing. Riccardo Simonetti, che rendono ardua sia la lettura delle parti originali che quella dei rifacimenti cinquecenteschi.

Sopravvive ancora oggi la concezione dello spazio architettonico che caratterizza gli edifici gotico-catalani eretti nel sud della Sardegna. Nel 1990, in occasione dei lavori di restauro della sagrestia, cominciarono gli scavi archeologici che, nel corso degli anni, hanno riportato alla luce un’area archeologica che si estende sotto la chiesa. Si tratta dei resti dell’antica città di Cagliari che vanno dall’età tardo repubblicana (II-III secolo a.C.) fino all’epoca moderna.

All’esterno la facciata si presenta a capanna con archetti pensili trilobati e ampio rosone sulla porta d’ingresso, in origine molto simile a quello della facciata di San Nicola di Guspini; sul fianco destro, nel 1796, venne sopraelevato il campanile tardo gotico a canna quadrata, demolito nei restauri del 1919 e sostituito da un elemento cuspidato ancora presente.