Qualche cenno sull'argomento:

Il centro abitato di Sant’Anna Arresi nasce attorno alla metà del XIX secolo, conseguentemente alla politica di ripopolamento del Sulcis seguita alla caduta di Algeri in mano francese, nel 1830. Fino ad allora la minaccia rappresentata dalle incursioni dei corsari barbareschi, di stanza sulle coste africane, aveva ridotto questa vasta zona della Sardegna sud-occidentale a un deserto.
La ricolonizzazione delle terre sulcitane costituì un processo piuttosto lento, lasciato più che altro all’iniziativa privata. Contadini e pastori, riprendendo stabile possesso del territorio, cominciarono a costruirsi in mezzo ai campi dei furriadroxius (dal verbo furriai, “rientrare”, “fare ritorno a casa”), cioè casali agricoli. In progresso di tempo alcuni gruppi di questi rifugi isolati, sorti spontaneamente in un territorio ristretto, per la loro costante crescita demografica assursero dapprima al ruolo di boddeu (dal verbo boddiri, “raccogliere”), cioè di insieme insediativo omogeneo fornito a un certo punto di un edificio per il culto pubblico; quest’ultimo poi, collocato di solito in posizione centrale, a sua volta finiva per raccogliere attorno a sé un vero e proprio reticolo urbano stabile, a scapito dei precedenti ripari campestri quindi progressivamente abbandonati o rimodulati ai semplici fini produttivi. Questo fu anche il caso di Sant’Anna Arresi. Dal 1855 in cui fu edificata e per altri ottant’anni, in attesa che il paese crescesse a sufficienza, la sua chiesa rimase una cappellania dipendente dalla parrocchia di San Giovanni Battista a Masainas. Della chiesa matrice la filiale riprese l’impostazione architettonica semplice e povera. Entrambe, infatti, consistono in una piccola aula mononavata rettangolare priva di cappelle laterali, a Sant’Anna larga 8 metri e lunga 20, divisa in quattro campate. Tre archi diaframma a tutto sesto sorreggono una copertura lignea a doppia falda. Coerentemente al suo orizzonte cronologico, la facciata evidenzia una chiara conformazione neoclassica nella specchiatura liscia e diritta, delimitata da paraste erette su falsi plinti sulle quali poggia un timpano triangolare. Nel 1935 l’antica cappellania di Sant’Anna Arresi fu eretta in parrocchia, per cui si procedette ad ampliare la chiesa con l’aggiunta di una nuova cappella presbiteriale, orientata a nord. La pianta poligonale e la volta a spicchi, riprese da modelli trecenteschi, sono un tributo allo stile neogotico allora imperante in ambito ecclesiastico. Alla stesso gusto si uniforma anche il campaniletto a vela, con la sua doppia luce ogivale, innalzato a prolungare il vertice della facciata.