Project Description

ORATORIO DEL ROSARIO E PINACOTECA
L’oratorio è sede della Quadreria Spano, dipinti raccolti da Giovanni Spano e da lui donati alla chiesa di San Pietro nel 1873. Tra i più prestigiosi
La Sacra Famiglia del Maestro di Ozieri, L’Incoronazione della Vergine attribuita a G. Altomonte e La Madonna della Misericordia, attribuita a B. Gorini.

CIMITERO ANTICO
Benedetto nel 1797, fu il primo nell’isola ad essere costruito separato dal corpo della chiesa. La struttura è quella di una chiesa dalla navata scoperchiata, fiancheggiata da sei cappelloni coperti a volta e chiusa dalla cappella del Crocifisso. Restaurato nel 1982 dalla Soprintendenza ai Beni Culturali, ha conservato intatte 29 lapidi scritte in sardo logudorese latineggiante e 9 in italiano.

CHIESA DI SAN PIETRO
Fu cattedrale della diocesi medioevale dal 1090 al 1503, quando Papa Giulio II la unì all’Archidiocesi di Torres. L’impianto, risalente al XV secolo, era a due navate, alle quali il rettore Giommaria Solinas fece aggiungere una navata laterale. Solo la navata sinistra ha conservato i suoi primitivi archi a sesto acuto. Nel 1741, il rettore Raimondo de Quesada fece ingrandire il vano prolungandolo dalla quarta colonna. Nel 1871 furono rinforzati i pilastri e nel 1920 il pavimento in ardesia e marmo fu sostituito da uno in marmo. 

I CANDELIERI
I due Candelieri ploaghesi esistono da oltre tre secoli: il rettore Cossu riporta alcune date contenute in una tavola storico-cronologica e parla di un voto emesso dall’amministrazione in occasione della peste del 1580. Ogni Candeliere è composto da un piedistallo in legno alto circa 1 metro e da un cilindro in legno decorato a mano con immagini sacre. Alla sommità recano i simulacri di Gesù Bambino e di San Pietro patrono di Ploaghe. Aspetto unico è rappresentato dalla “doppia uscita”: essi sfilano nel giorno del “Corpus Domini” e il 15 agosto, con relative ottave.

ORATORIO DI SANTA CROCE
Costruito prima del 1587, sorge sul lato sinistro della chiesa di San Pietro. La struttura, originariamente intitolata a Santa Lucia, passò in mano alla Confraternita di Santa Croce. L’edificio ha pianta a croce latina, ad un’unica navata e coperta da volta a botte. Nel 1707 il priore, il nobile Don Agostino Carta, fece restaurare l’oratorio e lo dotò di volta. Durante la seconda guerra mondiale, quando la chiesa fu occupata dai soldati, scomparvero alcuni arredi del ‘700 e i pannelli laterali dell’altare maggiore che riproducevano scene della passione di Gesù.