Project Description

Il Museo dell’intreccio Mediterraneo, MIM, sito all’interno della fortezza dei Doria, si propone come luogo ideale per preservare l’antica tradizione dell’intreccio. Il percorso museale è articolato su nove sale disposte su due piani.
In Sardegna, la diversa distribuzione della fibra di trama sull’ordito determina la distinzione di due diverse tecniche compositive: le strutture a spirale e le strutture ad incrocio. A queste si aggiungono gli intrecci usati per tetti e stuoie; per occasioni o cerimoniali sacri, come la palma in occasione della Pasqua; per la seduta delle sedie caratteristica della cucina sarda; per le attività lavorative quotidiane legate al settore di interesse, come le nasse per la pesca; i cesti per il pane.
L’intreccio della città di Castelsardo si configura come un sapere antico non scritto, ma ancora oggi documentato e tramandato dagli abitati del borgo medievale alle nuove generazioni. Nelle vie della città è possibile incontrare le cestinaie, figure storiche e moderne, che al di fuori dall’uscio di casa intrecciano la palma nana, il fieno marino e la rafia.
I loro manufatti, esposti ai turisti e ai passanti, riprendono le tecniche, le forme e i decori della antica tradizione ad intreccio di Castelsardo ma altresì richiamano i gusti personali e il talento innovativo dell’artigianato contemporaneo del luogo.
Le sale del museo sono ospitate all’interno della Fortezza dei Doria, il primo nucleo abitativo e militare edificato dalla famiglia genovese al suo arrivo in Anglona.
La struttura è sempre stata impiegata, con la funzione di caserma/piazzaforte sino al 1963 quando la lasciarono definitivamente i Carabinieri, ultimi abitanti del castello. Alcune stanze sono state occupate, a lungo anche da privati cittadini adibiti però ad impieghi pubblici come il “fontaniere”. All’interno della fortezza sono ora esposte anche diverse riproduzioni di armi da assalto medievali, armature, arieti, catapulte, gogne che si possono ammirare durante il percorso museale. L’ampia terrazza consente la vista sull’intero golfo dell’Asinara e sul territorio interno a conferma della funzione strategica della struttura.

Il MOG, Museo delle Origini Genovesi, è dedicato alla storia della Città di Castelsardo. Rappresenta un anello di congiunzione tra il Museo dell’Intreccio Mediterraneo all’interno della fortezza dei Doria e il Museo diocesano, all’interno delle Cripte della Cattedrale di Sant’Antonio Abate. L’edificio che ospita il MOG è un vecchio convento francescano successivamente utilizzato come abitazione civile e, fino a qualche decennio fa, utilizzato come laboratorio artistico dell’illustre pittore di Castelsardo Giovanni Cau.
L’intero percorso museale, ancora in fase di conclusione, illustra ai suoi visitatori, attraverso pannelli esplicativi, siti e monumenti di interesse culturale presenti nei pressi del territorio di Castelsardo, proponendosi come portale promozionale del territorio dell’Anglona.