L’Età della Bonifica integrale del Terralbese – Palazzo Comunale 

La mostra nasce da un progetto iniziato nel 2016 da Alessandro Rosas in occasione dei Cento Anni dall’inizio della bonifica. Nel tempo la ricerca e il materiale storico si sono arricchiti dei contributi del prof. Livio Mura, del prof. Marco Pani, dell’avv. Giuseppe Murgia, dell’avv. Gesuino Loi e dal prof. Gianpaolo Salaris. Questi di fatto hanno costituito il gruppo di ricerca che mise in piedi la mostra allestita per la prima volta nell’Istituto Superiore di Terralba e oggi in parte collocata nella Casa Comunale. Avvalendosi di documenti archivistici originali e in parte inediti, pubblicazioni, fotografie, illustra quasi un secolo di storia locale intrecciata con la macrostoria nazionale. Un percorso che va dalla metà dell’800 alla costituzione del nuovo comune di Mussolinia di Sardegna, spingendosi fino agli interventi del sindaco Emilio Cuccu sulla sistemazione della bonifica di Sa Ussa. Il lavoro di ricerca espone le problematiche delle popolazioni locali che convivevano con la malaria in un territorio cosparso di paludi e stagni insalubri. Le tavole illustrative che compongono la mostra vanno dal pre-bonifica, con un suo quadro socio-economico e geo-climatico, e continua, a partire dal 1854, con le iniziative progettuali locali finalizzate a mettere in sicurezza il territorio dagli straripamenti del Rio Mogoro e a realizzare il prosciugamento della palude di Sa Ussa. Il percorso prosegue con i pannelli che riguardano le leggi approvate per finanziare le prime opere di bonifica allo scopo di combattere la malaria e recuperare vasti territori malsani all’agricoltura. Un lavoro onesto e scrupoloso, senza campanilismi di sorta, che mette in evidenza i personaggi che hanno contribuito alla realizzazione di questa enorme opera, come: l’on. e più volte sindaco di Terralba avv. Felice Porcella, ideatore morale e politico della bonifica; gli ingegneri Omodeo e Scano (progettisti); Giulio Dolcetta, amministratore delegato della SBS etc.… L’esposizione fotografica, accompagnata da essenziali didascalie, racconta soprattutto i volti di coloro che hanno faticato nei lavori: carriolanti, terrazzieri, braccianti, manovali, muratori. Tra loro donne e adolescenti.